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Gli elettrodomestici dal 2021 saranno riparabili per 10 anni

di Michele Pinassi*

“Il pessimista si lamenta del vento, l’ottimista aspetta che cambi; il realista aggiusta le vele” (Nicolas Chamfort)

SIENA. L’altro giorno, mentre ero in cucina intento a preparare la cena, si è rotto un pezzetto del coperchio di plastica del frullatore. Credevo, ingenuamente, di poter semplicemente ricomprare questo pezzetto, magari on line. Purtroppo, come già immaginerete, i pezzi di ricambio per questi elettrodomestici di scarso valore commerciale (parlo di un frullatore da 20€) non si trovano: o tutto o niente. E così ho dovuto gettare (nei raccoglitori per RAEE) tutto il frullatore, comprese le parti che funzionavano ancora perfettamente ma che, a causa del coperchio rotto, erano ormai inservibili.

Orbene, non so se la nuova normativa europea potrà risolvere anche questi aspetti del quotidiano ma, almeno dal 2021, gli elettrodomestici (lampade, lavastoviglie, lavatrici, frigoriferi) venduti nell’UE dovranno avere i pezzi di ricambio garantiti per almeno 10 anni.

L’obiettivo è ridurre la quantità di rifiuti elettronici che ogni giorno finiscono nella spazzatura, spesso a causa della mancanza di reperibilità dei pezzi di ricambio: in un mercato che sforna ogni giorno nuovi modelli e nuove versioni, alimentando un sistema consumistico ecologicamente non sostenibile, non è raro trovarsi davanti all’irreperibilità dei ricambi!

Secondo alcune dichiarazioni, questo nuovo standard permetterà una importante riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera (stimate in 50mld di tonnellate – Fonte: EU brings in ‘right to repair’ rules for appliances, BBC News), oltre a stimolare in modo importante le economie nazionali e locali, attraverso la nascita di nuove aziende dedicate alla riparazione degli elettrodomestici.

Ne approfitto inoltre per segnalare come il 19 Ottobre prossimo sia l’International Repair Day, giornata internazionale dedicata alla riparazione fai-da-te, promossa dalla Open Repair Alliance per stimolare la cittadinanza sul diritto alla riparazione (che deve essere incluso tra i diritti del consumatore) dei beni che acquistiamo. “Repairing means taking the opportunity to give your product a second life. Don’t ditch it, stitch it! Don’t end it, mend it! Repairing is not anti-consumption. It is anti-needlessly throwing things away. As you fix objects, you’ll learn amazing things about how they actually work. OR don’t work. (The Repair Manifesto From Platform 21, Makezine)

Personalmente trovo molto gratificante riuscire a riparare un oggetto rotto, che sia la lavatrice, il forno a microonde o semplicemente il phon di mia moglie (tutti oggetti che sono riuscito a riparare con successo). Certamente la mia formazione in Elettronica e Telecomunicazioni, grazie agli insegnanti dell’ITIS Tito Sarrocchi di Siena, ha contribuito allo stimolo di questa capacità.

Tuttavia credo sia importante maturare la consapevolezza che non può essere sostenibile una società usa-e-getta: un forte stimolo ad impegnarsi maggiormente su questo fronte, chiedendo normative che possano garantire il diritto a tutti i consumatori di poter riparare liberamente i prodotti che acquistano (o di portarli dal loro riparatore di fiducia).

Make it happens!

*www.zerozone.it