Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Trenitalia vs Trenìt!: quando le app funzionano (troppo) bene

di Michele Pinassi*

“La solidarietà è l’unico investimento che non fallisce mai”. (Henry David Thoreau)

SIENA. Per chi viaggia spesso in treno è una delle migliori app per rimanere sempre aggiornati su eventuali ritardi del servizio. Parlo di Trenìt, che proprio in questi giorni ha dovuto annunciare la sospensione del servizio: “Abbiamo temporaneamente sospeso il servizio perché Trenitalia non vuole che pubblichiamo i dati (pubblici) relativi ai suoi treni e quindi ci ha fatto causa, ritenendo che l’uso che facciamo dei suoi dati sia illegittimo in quanto non autorizzato”. (dal sito trenit.app)

A quanto risulta dalle informazioni disponibili in giro per la Rete, questa app si appoggia ai dati disponibili sul sito web viaggiatreno.it, dove Trenitalia pubblica le informazioni relative al traffico ferroviario ritardi compresi). A quanto pare, Trenitalia ha citato la startup che nel 2014 aveva lanciato questa app perché, ritiene, i dati sul quel portale non possono essere riutilizzati senza esplicito permesso.

Sarà interessante capire come evolverà questa vicenda. Se Trenitalia la spunterà oppure se dovrà accettare che i dati relativi al traffico ferroviario debbano essere di pubblico dominio. Del resto è un servizio pubblico e personalmente credo che i relativi dati dovrebbero, considerando anche le numerose iniziative nel campo degli open data, essere pubblici e liberamente riutilizzabili.

Cosa avrebbe fatto Trenìt di male? Preso i dati relativi al servizio ferroviario e proporli, rielaborati, agli oltre 3 milioni di utenti che in questi anni hanno scaricato l’app? Penso che si tratti dell’ennesima aggressione dovuta a quel vizietto della lesa maestà che, purtroppo, impedisce al nostro Paese di decollare. Che si voglia, in ogni modo possibile (anche attraverso l’aggressione legale), impedire di perdere il controllo sui propri dati, anche quando si riferiscono ad un servizio pubblico.

Spero vivamente che tutto si risolva per il meglio e che questa vicenda possa segnare un risultato in più verso l’utilizzo libero dei dati relativi ai servizi pubblici. Per il momento, non posso che esprimere la mia personale solidarietà a Trenìt ed al suo staff.

*www.zerozone.it