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Ungulati e aree protette: Marchetti (FI) sollecita la Regione

"Interventi insufficienti e liquidazioni dei danni agricoli ferme al 2015"

FIRENZE. «Ne abbiamo più che in Austria e, da bravi ungulati che sono, girano del tutto indisturbati devastando i nostri territori, stanti azioni di contenimento insufficienti e inefficaci: sono in particolare cinghiali, e minano l’integrità anche delle aree protette regionali. A fronte di ciò, la liquidazione degli indennizzi per i danni all’agricoltura in queste zone è ferma al 2015. Ma se tutto questo è noto e stranoto, perché la Regione non agisce?» A domandarlo nella forma istituzionale di un’interrogazione a risposta scritta è il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, preoccupato ormai della stessa tenuta delle riserve naturali e affini su cui questi selvatici scorribandano a ripetizione.

Nella sua interrogazione, Marchetti inizia proprio richiamando gli istituti di Riserve naturali regionali, Aree naturali protette di interesse locale (Anpil), Siti di importanza regionale (Sir) o comunitaria (Sic) e Oasi nelle quali vige il divieto di caccia. E quindi, bomba libera tutti per gli ungulati: «In questi ultimi anni – scrive Marchetti – abbiamo assistito ad un incremento notevolissimo della presenza di ungulati sull’intero territorio toscano, ivi compreso in detti istituti, con densità, per ettaro, superiori addirittura all’Austria. Per fronteggiare questa “emergenza” la Regione Toscana ha licenziato la legge Obiettivo, provvedimento straordinario e specifico. I citati istituti sono divenuti un “serbatoio”,  zona franca e di protezione, per i rammentati ungulati,  in pieno difetto rispetto al loro fine istituzionale. Ad oggi questo specifico provvedimento non ha sortito effetti risolutivi, soprattutto negli Istituti, di cui in premessa. La gestione nei riferiti istituti e, relative  zone limitrofe, sono demandati in capo alla Regione Toscana, e corrispondenti assessorati Agricoltura caccia ed Ambiente», sottolinea Marchetti. Ebbene «Alla data odierna le azioni di contenimento non sono state attuate o, se del caso, in maniera sporadica, inefficace ed insufficiente, favorendo così  l’incremento della densità dei selvatici e conseguente incremento dei danni alle colture agricole, parimenti  inficiando i fini istituzionali invocati nella loro istituzione. Le liquidazioni dei danni sono ferme al 2015».

Marchetti alla giunta toscana domanda «i motivi ostativi» per le «mancate azioni di contenimento», per le «liquidazioni dei danni, che hanno originato danno “diretto ed indiretto” alle aziende agricole, al territorio in genere  ed alla biodiversità, nei ripetuti istituti» e ancora «le azioni intraprese, volte alla  loro risoluzione, tenuto conto della perfetta conoscenza degli accadimenti e dell’attuale stato di disagio e preoccupazione,  più volte manifestate agli assessorati di riferimento, ed al Consiglio Regionale».