Coldiretti: “Lupo: bene la Regione, ma non basta”

"Apprezziamo gli impegni assunti dalla Giunta, ma resta lo stato di mobilitazione"

FIRENZE. Dopo una lunga vertenza, nei giorni scorsi Coldiretti Toscana aveva dichiarato lo stato di mobilitazione ed aveva presentato alla Regione un nuovo ed aggiornato documento di richieste per l’insostenibile stato nel quale sono costretti ad operare gli allevatori con i continui attacchi al bestiame da parte di animali predatori, lupi ed ibridi in particolare. A distanza di pochi giorni è arrivata la risposta dell’Assessore Remaschi che ha sottolineato come la Regione Toscana intende muoversi su tutti i fronti, tra cui di particolare rilevanza quello di assicurare agli allevatori un risarcimento dei danni più congruo per le azioni dei predatori. Al tempo stesso è stato annunciato l’invio di una nuova lettera indirizzata al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per richiedere formalmente di poter attuare sul territorio toscano i punti principali del cosiddetto ‘Piano lupo’ ancora bloccato a livello nazionale con la richiesta formale al Ministero di autorizzare il progetto di prelievo in Toscana, in deroga alle disposizioni di cui agli art. 8 e 11 del DPR 357/97. In pratica il numero di prelievi richiesto è pari al 5% della popolazione dei lupi presenti in Toscana, stimati intorno ai 600 capi, mirato alle situazioni particolari di predazioni su greggi di ovini e bovini.

“Abbiamo denunciato da mesi – ha detto Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti regionale – in molte aree della Toscana una situazione di emergenza legata alle predazioni. Basti pensare che per il triennio 2014 – 2016 sono state presentate domande di indennizzo, riferite a 1.348 attacchi di predatori agli animali allevati, per un danno che supera i 3 milioni di euro. Numeri che parlano da soli e dicono poco della situazione reale perché molti allevatori rinunciano addirittura a richiedere i rimborsi. Attacchi non solo di lupi ma anche individui ibridi e di cani domestici inselvatichiti che rischiano, altresì, di compromettere la caratterizzazione genetica del lupo stesso. Come preoccupanti – conclude Marcelli – sono i deprecabili episodi di uccisione dei lupi e di esibizione delle relative carcasse, atti che, nell’infrangere provocatoriamente anche le norme nazionali e comunitarie, sembrano essere commessi da chi desidera compromettere una definizione delle strategie per il contenimento delle predazioni”.

Tra le richieste formalizzate da Coldiretti alla Regione anche quella di garantire la puntuale e corretta quantificazione e liquidazione dei danni e la rapida definizione, presso gli uffici della Commissione europea, della procedura per superare il regime del “de minimis”, applicato al risarcimento dei danni da predatori, che limita l’importo pagabile a ciascuna impresa a non più di 15.000 euro in un triennio.

“Da questo punto di vista la notizia che la UE abbia concesso il superamento del cosiddetto “de minimis” è di assoluta importanza – dice Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – anche se vorremmo che ciò valesse non solo per le richieste future. Tuttavia, è apprezzabile lo sforzo della Regione, annunciato da Remaschi, di reperire ulteriori risorse per risarcire tutti i danni per le domande presentate al novembre 2016 ed ancora in attesa di essere liquidate. Restano però ancora alcuni capitoli aperti da noi denunciati come il risarcimento agli allevatori per le spese sostenute per lo smaltimento delle carcasse degli animali uccisi dai predatori e per le cure agli animali feriti, l’immediata realizzazione di piani di contenimento e controllo di cani vaganti e ibridi lupo/cane attraverso la collaborazione con i diversi Corpi di Polizia. Abbiamo evidenziato altresì la necessità di definire un programma finalizzato al sostegno del comparto della pastorizia che, anche per i problemi legati alla predazione, è interessato da una preoccupante crisi, con numerose aziende costrette a cessare le attività di allevamento, soprattutto nelle aree marginali. Tutte questioni aperte che richiedono risposte e non solo dal livello regionale– conclude De Concilio – Permane quindi lo stato di mobilitazione e nei prossimi giorni vi sarà un incontro degli stati generali degli allevatori di Coldiretti, per approfondire i contenuti di quanto ottenuto e definire le prossime azioni”.