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Magistrato delle contrade: “I contradaioli non hanno ceduto alle provocazioni”

"La limitata visibilità della manifestazione e il ridotto numero di partecipanti decretano il fallimento degli obiettivi che i promotori si erano prefissi"

Foto di Augusto Mattioli

SIENA. Il Magistrato delle Contrade osserva che il mondo contradaiolo ha dato dimostrazione che l’attaccamento alle nostre tradizioni, alla nostra storia, al nostro peculiare modo di vivere basato sulle Contrade come comunità diffuse è stato in grado di non cedere alle provocazioni di presunti animalisti che sono venuti a manifestare nella nostra città contro la nostra stessa identità.

Sappiamo che ogni Contrada ha le proprie caratteristiche, la propria personalità, ciascuna è diversa dall’altra. Eppure, nel momento in cui vengono messi in discussione i nostri sentimenti e la nostra stessa anima, tutte e 17 le Consorelle si riconoscono insieme sotto un’unica bandiera, sotto la Balzana. Questo perché il carattere del popolo senese è la sua storia, tutta la sua storia, nient’altro che la sua storia.

L’obiettivo della manifestazione era quello di ottenere, attraverso Siena e il Palio, visibilità a livello nazionale al fine di poter rilanciare gli attacchi più beceri verso le nostre tradizioni, senza peraltro conoscerle.

Il raduno ha visto la presenza di poche decine di persone, nonostante il fatto che il richiamo attraverso i social, lanciato in tutta Italia, avrebbe potuto attrarre verso la nostra città una grande quantità di animalisti: quelle poche persone rispetto alla popolazione italiana confermano che la stragrande maggioranza del nostro Paese è per la difesa delle tradizioni e rispetta la nostra realtà, il Palio e le sue Contrade.

La limitata visibilità della manifestazione e il ridotto numero di partecipanti decretano il fallimento degli obiettivi che i promotori si erano prefissi.

Per questo, ringraziamo tutti i Contradaioli che hanno compreso l’importanza di isolare i manifestanti  rimanendone lontani, non rischiando così di cadere in provocazioni. Le ingiurie contenute nei cartelli e negli slogan, ormai ripetitivi e senza contenuto, dimostrano la validità delle nostra cultura e della nostra storia rispetto a una povertà di conoscenza così evidente.

Rivolgiamo un ringraziamento alle Istituzioni per aver fatto sentire il mondo delle Contrade rispettato e tutelato.