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Inaugurato il restauro della Madonna del Corvo

Un traguardo di grande soddisfazione (e un libro inedito) per l’associazione Arte degli Speziali, nata in seno alla Contrada della Pantera

SIENA. La Madonna del Corvo ha una luce tutta nuova, grazie al restauro voluto e finanziato dall’Arte degli Speziali, l’organizzazione di volontariato nata in seno alla Contrada della Pantera. Un progetto tanto agognato e finalmente raggiunto: da anni, infatti, contradaioli e abitanti del rione chiedevano che si intervenisse sull’amata Madonna del Corvo per rimuovere l’antiestetica barra metallica centrale posta sulla protezione e procedere alla pulizia e al restauro conservativo. 

Per questo motivo, sin dalla sua nascita, l’associazione dell’Arte degli Speziali ha discusso e preparato questo intervento di restauro che finalmente è compiuto e che è stato svelato ufficialmente sabato 16 novembre e benedetto dal correttore della Contrada della Pantera, don Aldo Lettieri.

Il restauro, effettuato da Chiara Aulicino, ha interessato due diversi aspetti di questa opera visibile a metà via Stalloreggi e affrescata dal Sodoma intorno agli anni Venti del Cinquecento: il tabernacolo in stucco e, appunto, l’affresco.

«La maggiore attenzione nel restauro del tabernacolo – spiega la restauratrice, Chiara Aulicino – si è concentrata sulla rimozione delle varie ridipinture applicate alla superficie originale degli stucchi nel corso dei secoli, cercando di mantenere una patina omogenea e rispettosa del tempo trascorso. Dopo la pulitura è stato necessario consolidare le superfici ed effettuare le varie ricostruzioni delle parti mancanti che sono state poi reintegrate a imitazione dell’originale; alla parte originale, invece, è stata applicato un protettivo ma non una patina, così da mantenere la cromia originale. L’affresco, staccato nel 1971 dal precedente restauro, non presentava grandi problemi: è stato quindi pulito dalle polveri depositate, con una revisione al ritocco pittorico che con il tempo si era indebolito».

Il restauro è stato anche l’occasione per un’accurata e interessante ricerca archivistica portata avanti da Alessandro Leoncini: la restituzione di questo lavoro sta nel volume “La Madonna del Corvo” edito dall’Arte degli Speziali e realizzato con Edizioni Il Leccio.

«Nel 1994 avevo pubblicato un libro sui tabernacoli di Siena – racconta Leoncini – e mi 
illudevo che le notizie sulla Madonna del Corvo scovate allora fossero sufficienti. Per scrupolo ho pensato di approfondirle, senza immaginare in che ginepraio mi sarei cacciato! La Madonna del Corvo, nonostante le sue notevoli dimensioni e la sua fama che risale fino ai tempi del Vasari, era stata poco considerata dagli storici dell’arte e questo mi ha spinto a guardarla con più attenzione, tanto da notare la sorprendente quanto evidente somiglianza con la Pietà di Michelangelo. Non meno interessante mi è sembrata la vicenda della committenza, anch’essa finora trascurata. Con una notevole dose di fortuna ho potuto ricostruire gli intrecci araldici e familiari che portarono sia alla concessione dello stemma con il leopardo alla Contrada della Pantera, sia a matrimoni, probabilmente stipulati per motivi politici, tra membri di Monti ferocemente nemici».            

«La Madonna del Corvo – afferma il presidente dell’Associazione Arte degli Speziali, Stefano Maestrini– splende di nuova luce e racconta una nuova storia: questo restauro è per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Alessandro Leoncini ha voluto mettere il punto esclamativo su questo evento: il suo lavoro ha portato alla luce nuovi dettagli, nuovi particolari e interpretazioni, finché la storia della Madonna del Corvo e del palazzo che la ospita è diventata una storia vera, bella da leggere e ricchissima da scoprire. È un altro piccolo, ma affascinante tassello che si aggiunge alla storia del rione e della Contrada». 

L’Arte degli Speziali ODV (Organizzazione di Volontariato) – nata con la volontà di diffondere la conoscenza e la cultura nell’ambito delle spezie – si rifà ai principi di solidarietà e di etica del lavoro che ispirarono gli artigiani operanti nel rione della Pantera nei secoli passati ed ha tra i propri scopi la promozione della cultura, dell’arte e della scienza; l’utilità sociale e sociosanitaria; la promozione e valorizzazione del territorio e dei beni culturali. L’Associazione s’impegna, dunque, nell’organizzazione di iniziative ed eventi che valorizzino e sviluppino lo studio e la promozione delle spezie in ogni ambito culturale, artistico e scientifico, al fine di realizzare una classificazione permanente, cartacea ed informatica, che ne favorisca e diffonda la conoscenza.