Scuole toscane e cedimenti a ripetizione: mozione di FI in Regione

Marchetti: "Insegnare e studiare non può essere roulette russa quotidiana. La Regione attivi un Piano di verifica degli edifici come luoghi di lavoro"

FIRENZE.  «Insegnare e studiare non può essere una roulette russa quotidiana tra finestre che crollano, cedimenti di controsoffitti, tetti che scricchiolano… dopo casi a ripetizione che hanno riguardato Lucca, Livorno, Montecatini e Viareggio, per limitarmi agli ultimi, tocca alla Regione: si attivi con urgenza un Piano di verifica per la sicurezza del lavoro negli edifici scolastici della Toscana attraverso gli uffici preposti nelle varie Asl e si metta in sicurezza chi ogni giorno nelle scuole lavora, dai docenti al personale Ata e amministrativo, o studia. Perché per i nostri ragazzi lo studio è assimilabile all’attività lavorativa. E se dovranno andare a scuola coi caschetti di sicurezza ok, purché nessuno si faccia più male come è accaduto anche l’altro ieri a Lucca»: a parlare così traducendo questi contenuti in una mozione appena protocollata è il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti.

Solo un paio di settimane fa Marchetti aveva chiesto un simile interessamento regionale per quanto riguarda l’istituto alberghiero Marconi di Viareggio. «Oggi però – spiega – mi desta preoccupazione il tam tam di notizie di cedimenti o situazioni di pericolo che arriva tanto da Livorno, col liceo Niccolini Palli dove una finestra è rotta da oltre un mese con pezzi di vetro e frammenti che il vento fa precipitare nella corte interna e spazi inibiti all’accesso, o ancora dal Vespucci-Colombo dove gli studenti hanno ormai paura a recarsi, quanto da Montecatini Terme dove l’altro giorno l’alberghiero ha dovuto essere evacuato per via del tetto scricchiolante, così come da Lucca dove al liceo classico Machiavelli martedì una finestra è piombata in corte durante la ricreazione. Provvidenza, caso, fortuna e prontezza di riflessi di insegnanti e studenti hanno evitato il peggio, ma uno dei ragazzi è comunque finito all’ospedale in codice giallo».

Marchetti sposta il punto di vista della questione dall’edilizia scolastica, di competenza provinciale, alla sicurezza del lavoro: «Andare a scuola non può implicare una così alta esposizione a rischio per chi insegna, amministra, vigila sulle attività scolastiche e soprattutto per chi studia, ma insomma… voglio che la Regione intervenga sulle scuole per quanto attiene la sicurezza nei luoghi di lavoro. Se ci sarà bisogno di andare a scuola coi caschetti gialli e altri dispositivi di auto protezione, lo si prescriva chiaramente. Basta che non ci scappi la vittima, poi il resto si gestisce e lo valuteranno i cittadini».