Ecco il patto per l’inserimento lavorativo delle persone detenute

Intesa tra l’Amministrazione penitenziaria e le cooperative sociali regionali: una soluzione concreta per dare un futuro ai detenuti

FIRENZE. Pronta l’intesa tra Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria Toscana e Umbria e Alleanza delle Cooperative della Toscana-Settore Sociale  (Confcooperative-Federsolidarietà, Legacoop Toscana-Area Welfare e AGCI-Solidarietà Toscana) per favorire percorsi lavorativi intra ed extra murari delle persone detenute.

E’ stato infatti firmato oggi il Protocollo tra PRAP e Centrali Cooperative per promuovere i rapporti tra le amministrazioni penitenziarie e la cooperazione sociale di tipo B, quella impegnata nell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. Un atto che si inserisce all’interno del percorso avviato in Toscana nel 2010, con l’obiettivo di tutelare l’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati, e che ha visto la partecipazione attiva della Regione Toscana, di Estar, del Comune di Firenze, dell’Università di Firenze e dell’ANCI Toscana.

Per il PRAP ha apposto la firma il Provveditore Antonio Fullone, per Confcooperative-Federsolidarietà Toscana il presidente Alberto Grilli, per Legacoop Toscana-Area Welfare il vicepresidente vicario di Legacoop Toscana Leonardo Cianchi e per AGCI-Solidarietà Toscana Federico Pericoli. E’ intervenuto anche Eros Cruccolini, Garante dei detenuti di Firenze.

La firma del Protocollo  – commenta il Provveditore Antonio Fullone –  costituisce un momento importante nella costruzione di percorsi lavorativi intra ed extra murari e, quindi, di reinserimento sociale delle persone detenute. Valorizza il tempo della detenzione come occasione di scelte diverse nel momento della dimissione dall’istituto di pena. Offre sostanza al concetto di risocializzazione e di prevenzione sociale. Trovo particolarmente importante  – continua il Provveditore Fullone –  sottolineare la natura dei firmatari del Protocollo: il mondo della cooperazione sociale, del privato sociale, che rafforza l’idea di una visione sistemica e sinergica di queste con l’istituzione penitenziaria. La consapevolezza di consolidare un pensiero più profondo sull’importanza sociale, anche in termini di sicurezza della collettività (attraverso soprattutto l’integrazione), del recupero dei soggetti svantaggiati.”

Con questa firma si prosegue un percorso iniziato qualche anno fa  – spiega Alberto Grilli –  e si traccia la strada per i prossimi anni. Riteniamo importante che si dia continuità all’impegno che vede in Toscana diverse Istituzioni pubbliche attive nel sostenere il contributo delle cooperative sociali di tipo B all’economia regionale e allo sviluppo di una maggiore giustizia sociale in una fase del nostro paese particolarmente critica verso le politiche di promozione umana delle fasce più deboli della popolazione. La Toscana è stata un’eccellenza nel campo dell’integrazione e deve continuare ad esserlo: con questo protocollo che promuove l’inserimento lavorativo intra ed extra murario delle persone detenute la nostra regione si dota di uno strumento in più per continuare a porsi come buona pratica a livello nazionale“.

Con la sottoscrizione di questo protocollo – così Marco Paolicchi, responsabile Dipartimento Area Welfare Legacoop Toscana – si rinnova e si consolida il rapporto di collaborazione tra le Centrali Cooperative operanti nel sociale e il PRAP in un settore particolarmente delicato come quello degli inserimenti lavorativi della popolazione carceraria: l’esperienza delle cooperative sociali di tipo B ha dimostrato negli anni come sia possibile operare in modo efficace per coniugare politiche attive del lavoro ed integrazione lavorativa e sociale in sinergia con le amministrazioni penitenziarie.’’

Con il Protocollo d’intesa sugli affidamenti alle cooperative sociali di tipo B,  – ha detto Federico Pericoli –  sono state colte le opportunità, in termini di spazi di tutela delle finalità sociali, che il nuovo Codice dei contratti offre in tema di concessioni e “appalti riservati” alla cooperazione sociale di inserimento lavorativo.”. 

In un momento in cui l’Italia non si è ancora risollevata dalla crisi economico-finanziaria è possibile pensare ad un Paese che cresce e si sviluppa coeso e solidale, che non esclude i cittadini più deboli, che costruisce percorsi di inclusione e con il Protocollo d’intesa siglato oggi PRAP e Centrali Cooperative hanno saputo cogliere le opportunità – in termini di spazi di tutela delle finalità sociali – che il nuovo Codice dei contratti offre in tema di “concessioni e appalti riservati” alla cooperazione sociale di inserimento lavorativo. La prospettiva, del resto, in una fase già complessa a livello socio-economico, è di rimettere in carico alle istituzioni e ai servizi pubblici della nostra regione persone che hanno raggiunto faticosamente un buon livello di autonomia, anche economica, attraverso percorsi personalizzati di inserimento effettuati nelle cooperative sociali di tipo B.

L’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati è un “bene comune” che produce “esternalità positive” a favore delle comunità locali in termini di aumento della sicurezza e della coesione sociale, qualità della vita e, non da ultimo, risparmio di risorse pubbliche. Avviare poi al lavoro detenuti significa abbassare il tasso di recidiva dal 70 al 6% (come risulta dai dati delle Centrali Cooperative).

Da una stima effettuata, lo Stato spende 70.000 € annui per ogni detenuto (190 € al giorno) e quindi la riduzione della spesa assistenziale conseguente all’inserimento lavorativo arriva a 25mila euro l’anno. Quindi l’inserimento lavorativo di un detenuto produce, oltre che il reinserimento socio-lavorativo della persona, anche un beneficio netto per la comunità locale.

Le cooperative sociali di tipo B associate alle tre Centrali toscane firmatarie il Protocollo d’intesa sono più di 200, hanno circa 6000 soci, 7000 addetti e oltre 2000 lavoratori svantaggiati, per un fatturato intorno ai 200 milioni di euro.