Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

La qualità e il ruolo dell’informazione sul tema delle energie rinnovabili

Un seminario per conoscere meglio il problema

di giorgio mancini

MONTEROTONDO MARITTIMO. Sul confine tra le province di Pisa, Siena e Grosseto, in un territorio dove, da sempre, i cittadini vivono con i soffioni geotermici, ha sede il “Citt”, Centro Internazionale per il Trasferimento dell’innovazione Tecnologica per le fonti energetiche rinnovabili. Il risparmio energetico e la necessità di ricorrere alle energie alternative ormai sono temi da non poter più procrastinare. Che si parli di fotovoltaico, eolico, biomasse, idroelettrico, geotermico o solare termico, queste dovranno essere le nuove fonti di approvvigionamento dell’energie che ci permettono di vivere. Ora, in particolar modo, che il tema del nucleare, almeno in Italia, sembra essere accantonato e, quella percentuale di energia, che da stime precedenti, sarebbe stato fornito da queste centrali, ora si va ad aggiungere a quell’energia pulita che bisogna realizzare.

Ma se è categorico il bisogno di approvvigionamento è, altrettanto imperante, la necessità di sensibilizzare, comunicare e informare l’opinione pubblica. Ecco che il Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche (CoSviG), in collaborazione col Distretto delle energie rinnovabili e, col patrocinio della Regione Toscana, ha voluto un seminario a Monterotondo Marittimo, in provincia di Grosseto, nella sede del Citt, per incontrarsi con la stampa e discutere, insieme ai giornalisti, per informarli su questi temi. Era presente il presidente Piero Ceccarelli, il direttore è Sergio Chiacchella, e Valentina Gennai che ha curato il seminario.

Loredana Torsello, coordinatrice del centro, ha introdotto il tema delle energie rinnovabili in Toscana, inserendole in un contesto molto più ampio. Il vicepresidente del Kyoto Club, Francesco Ferrante, ha parlato delle energie rinnovabili e della loro rivoluzione energetica, sottolineando che ormai siamo ad un punto di cambiamenti epocali per la storia dell’energia. Lucia Venturi della società Eco, con la sua relazione, ha posto una serie di quesiti sulla comunicazione delle energie rinnovabili, aprendo il vero dibattito. Tra le molte cifre, statistiche e percentuali illustrate, è emerso un dato estremamente interessante: coloro che, indistintamente dalla tipologia della persona, usano internet, conoscono molto di più, in modo esponenziale, le energie alternative. Un dato che potrebbe far molto riflettere.

“La rete”, luogo di incontro, come nuova “agorà”, è diventata veicolo di comunicazione e informazione. Tra miliardi di news che giungono in tempo reale a tutti gli internauti, anche se è necessario e difficile, riconoscere il giusto messaggio, l’informazione acquista un nuovo potere. Quell’informazione che dovrà sensibilizzare anche per la nuova energia, ma anche per il risparmio energetico, che è al primissimo posto per l’alternativa.

Se, forse, al di là degli allarmismi, il petrolio cesserà di essere usato, non perché esaurito, ma perché saranno trovate fonti migliori e meno inquinanti, anche l’informazione, forse, non cesserà di usare come veicolo la carta stampata perché non ci saranno più alberi da tagliare, ma perché i media faranno veicolare la comunicazione e l’informazione con mezzi sempre più nuovi e sofisticati.

Sono passati poco più di trent’anni da quando i giornali si componevano col piombo della linotype.

Ora le notizie arrivano sul computer e sul telefonino in tempo reale. Sui tradizionali quotidiani, il giorno dopo, e la notizia è già vecchia e superata. I giornali online sono sempre più letti e, anche quelli cartacei, hanno dovuto crearne un altro, speculare, su internet.                     

Forse, la nuova energia alternativa, passa anche da qui.