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02/02/2012 00:16

Vola in borsa MPS nell'attesa del nuovo piano industriale

Se Monti ci portasse soldi, la ricapitalizzazione sarebbe solo uno spaventapasseri

Vola in borsa  MPS nell'attesa del nuovo piano industriale

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i Red
SIENA. Giochiamo in borsa con il titolo MPS. Martedì aveva chiuso +1,43%, mercoledì stratosferico con +10,24% a euro 0,3198. L’assemblea odierna deve aver dato fiato ai mercati finanziari che sembrano voler credere alla resurrezione della banca senese. In effetti, nelle dichiarazioni seguenti all’assise dei soci, Mussari e Viola hanno dato conferma di voler aderire al diktat Eba senza passare dall’aumento di capitale: valorizzazione asset Consum.it, conversione fresh, ecc ecc. Il libro soci ha confermato che “la partecipazione di Fondazione Mps è pari al 45,75% del capitale sociale dell'istituto di credito, quella di Axa si attesta al 3,96%, mentre Gaetano Francesco Caltagirone ha ridotto la sua quota sotto il 2%. La quota di Jp Morgan è di 2,69%, mentre quella di Unicoop è del 2,90%”. Adesso, con la sterilizzazione del Fresh 2008, la Fondazione Mps ha il 50,28% dei diritti di voto in assemblea straordinaria e il 47,11% in assemblea ordinaria (quindi niente maggioranza assoluta).
Si doveva reintegrare o riconoscere l'uscita del costruttore romano: ma il consiglio scade tra due mesi, e non è sembrato interessante affrontare la nomina di Viola nel Cda (tanto arriverà tra poco un nuovo Cda che si occuperà della formalizzazione), né Caltagirone (peraltro assente) ha ritenuto far conoscere un suo candidato all’assemblea.
Un'altra cosa ha detto il presidente Abi ai giornalisti: al consiglio di amministrazione che si insedierà in aprile verrà proposto un nuovo piano industriale, così insieme con Mussari se ne andrà definitivamente in soffitta anche la favola dei due miliardi di utili per la banca del suo ambizioso ed effimero vecchio piano industriale che convinse quelli che volevano credere all’affare Antonveneta. Le previsioni di crescita del Pil nazionale, portate a scusa dal presidente per giustificare la debacle, sono oggi negative, mentre la palla di vetro dei maghi finanziari del Monte, un tempo, raccontava mirabilie che non sono mai esistite. D’altra parte, in piena crisi Lehmann Brothers non si erano accorti che stava crollando un castello finanziario mondiale...
Speriamo almeno che a Roma lo staff di Mussari sia capace di supportare l’azione dell’associazione volta a mitigare gli effetti delle imposizioni dell’Eba. Ma con certi precedenti qualche dubbio viene spontaneo. Infatti il Direttore Generale di Bankitalia Saccomanni, in una audizione parlamentare, ha bacchettato sia il sistema delle banche che quello delle imprese.
Intanto si affaccia all’orizzonte un nuovo problema: dopo aver ricevuto dalla Bce 489 miliardi nel mese di dicembre all’1%, sembra che il sistema bancario europeo stia per chiedere altri mille miliardi, secondo l’opinione del Financial Times, che ricorda non esserci prova che questi denari siano stati travasati all’economia reale. Un'espansione irrazionale del bilancio della Bce potrebbe diventare in breve una minaccia per l’equilibrio del sistema. Quell’equilibrio che gli istituti di credito non hanno mai tenuto in alcuna considerazione, come le vicende finanziarie degli ultimi quattro anni hanno ampiamente dimostrato.
Ma se interessa veramente la salvezza dell’Italia, i banchieri convincano Monti a seguire l’esempio di Germania e Gran Bretagna. Questi due paesi hanno fatto un accordo con la Svizzera per il recupero dell’evasione fiscale dei loro paesi. Lo stato elvetico fa da agente della riscossione delle tasse evase, spulciando i conti correnti segreti che i cittadini tengono nelle banche svizzere.
Ora si sono aggiunti gli Stati Uniti d'America: il fisco statunitense ha ottenuto decine di migliaia di file criptati di undici banche, tra cui Credit Suisse, Julius Baer, la banca cantonale di Basilea e la filiale svizzera di Hsbc, e vedrete che riscuoterà fior di quattrini. Le stime sull’evasione italiana dicono che Monti, con un accordo con Berna, potrebbe ricavare una cifra vicina a 50 miliardi di euro. Una bellissima "finanziaria aggiuntiva" senza pesare sulle tasche dei contribuenti regolari e senza deprimere i consumi interni. Sarebbe un miracolo. Ma pare che basti molto meno...

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Postato da margot | 02/02/2012 15:47 1
cambio di rotta
Fermo restando il fatto che penso che dietro questo movimento ci siano manovre internazionali delle quali presto, purtroppo più che menomale, se ne accorgerà tutta la Città, il primo pensiero, del tutto spontaneo, è che da quando il Presidente ha annunciato che lascerà la Banca il titolo ha iniziato a volare. Sarà perchè i mercati aspettavano proprio che colui che ha portato Banca, Fondazione e Città allo sfascio si levasse dai c..... i, oppure, come ipotizzava qualcuno, che non portasse proprio granchè bene a Siena??

Postato da SienaRregis | 02/02/2012 11:33 2
Attendiamo...
Vediamo che ci tira fuori dal cilindro l'immenso (fisicamente) Viola. La valorizzazione di Consum.it dovrebbe passare tramite una joint-venture... ma speriamo che non attuino i rumors che si sentono sull'esternalizzazione quasi totale del Consorzio Operativo MPS. Vorrebbe dire che 3000 dipendenti "rischiano" di essere messi a scelta fra tornare in filale (in giro per l'Italia!!!!) o essere ceduti a una società satellite di IBM. Vi ricordo che al Consorzio Operativo lavorano una marea di senesi che potrebbero essere costretti a emigrare o peggio a vedere il loro contratto da bancari sostituito con uno da metalmeccanici. E dati alla mano esternalizzare a questi livelli vuol dire servizio peggiore e costi poco poco piu bassi... vale la candela?

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