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i Enrico Campana
SIENA. Sono le 14.30 di venerdì 27 gennaio quando una fonte attendibile mi informa che nel prossimo Consiglio federale ai primi di febbraio potrebbe verificarsi un clamoroso colpo di scena. Forse salta la maggioranza per far passare il progetto della A a 16 squadre e la cancellazione della LegaDue per la quale Gaetano Laguardia avrebbe girato l’Italia in lungo e in largo per raccogliere i voti, oltre alle adesioni esterne per cui la scorsa settimana è stato a Siena.
Non si tratta della Grande Riforma, mi dicono, ma di Dino Meneghin. Mentre il Milleproroghe della Finanziaria favorirebbe la sua permanenza alla Federbasket consentendogli un legittimo gettone sopra i 30 euro presi visti dal 1° dell’anno per i presidenti federali, avrebbe tratto il dado per accettare di tornare all’Olimpia Milano in veste di presidente. L’attuale presidente Livio Proli avrebbe fatto un passo indietro, in una recente intervista ha dichiarato che nel caso la stagione dell’Armani non finisse come previsto si farebbe carico dell’errore, ma intanto valutati i risultati e l’urgenza dell’attuale struttura tecnico-dirigenziale onde evitare il peggio avrebbe offerto a Dino Meneghin il ruolo di presidente-manager, per cui il ruolo sarebbe al meglio come rappresentatività. Torna anche con le dichiarazioni di Meneghin rilasciate alla rosea, col quale diceva che per fare il presidente della Fip bisogna stare a Roma e lui a 62 ha bisogno di lavorare. Dopo quella dichiarazione Meneghin si era defilato, è tornato infatti sorprendentemente allegro e spiritoso come sempre venerdì della scorsa settimana alla presentazione del libro di Mario De Sisti. Il segno che qualcosa era cambiato, e che si era tolto il peso dallo stomaco dopo le dure critiche ricevute dal suo mentore Gianni Petrucci il quale l’aveva voluto dopo il commissariamento del presidente Maifredi per riportare serenità e autorevolezza.
Nel pensatoio Armani si è anche capito che l’attuale staff non è sufficientemente forte, Sergio Scariolo è un ottimo allenatore ma ha avuto successo, guardando alla sua storia, quando ha avuto un personaggio forte in veste di tutor, come è successo in Spagna col presidente Saez. Senza una figura di riferimento forte vicino al coach bresciano in questa delicata transition, era fatale che i nodi venissero al pettine al di là del dispensi odo mercato. Era già successo altre volte, l’ultima a Mosca col divorzio a metà della scorsa stagione in seguito ai risultati della squadra e alle polemiche sugli arbitraggi pro-Cska. Voltare pagina non era facile per Milano, sembrava scontato che Proli confermasse Dan Peterson direttore delle operazioni invece ha accontento il coach per i giocatori e gli ha messo sopra il gm Pascucci, con poca esperienza, affidandogli anche la carica di amministratore delegato.
Dice un presidente di A che vuole rimanere anonimo: “Incredıbıle che dı questı tempı evolutı dı ınternet e partıte on-lıne,dı ore e ore dı scoutıng sı faccıano ancora errorı macroscopıcı prendendo gıocatorı che hanno gıá dato e che se, anche relatıvamente gıovanı, non hanno pıù l'anımus pugnandı. Bisognerebbe consigliare a Mılano per prıma cosa dı usare ıl manıco e forte!Troppo blasonatı Scarıolo e Frates per attaccare ı gıocatorı!Attaccare al muro è la parola gıusta”
L’Armani ha avrà altre grane da risolvere, ad esempio il problema del Palalido. Il tempio storico del basket milanese è stato buttato già. Tuttı ı lavorı al Palalido sono fermı da tempo, l’Armani aveva investito molti soldi in questo progetto (già nato vecchio) con l’assicurazione di avere le chiavi del nuovo impianto entro 3 anni, mentre sembra che il Comune non voglia più ricostruirlo. Adesso c’è anche questo problema, il Forum a sua volta avrebbe bisogno di opere di migliorie, serve un impianto adeguato agli standard necessari per l’Euroleague, vedi la nuova Arena dell’Ulker Istanbul di 16 mila posti inaugurata giorni fa, quindi bisogna cercare altre soluzioni e potrebbe farsi avanti quel grande gruppo americano specializzato nella realizzazione delle grandi arene. Ma la nuova Arena coperta di Milano, per le sue dimensioni, non potrà essere edificata in Piazza Stuparich ma in un’area servita oltre anche dal metrò vicino alla ferrovia e al nodo autostradale e agli aeroporti.
encampana@alice.it
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