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15/07/2011 08:32

In Tv più basket e meno Paternicò…

Rai Sport e La7 puntano sui giganti. Una giovane arbitressa presenta un esposto

In Tv più basket e meno Paternicò…

D

i Enrico Campana

Per il basket una notizia bella e una brutta.

La bella riguarda la maggior penetrazione del basket in Tv, aspetto promozionale strategico non solo per attrarre i giovani, ma anche nuovi sponsor e partner per quanto purtroppo la “scatola”, sempre più tecnologica, che sarebbe l’ideale palcoscenico per la spettacolarità del nostro sport, stia declinando per qualità e originalità e come ascolti.

Se l’aventiniana Mediaset ha mantenuto anche stavolta la ferrea linea aziendale, quella di dare allo sport un valore commerciale per cui “o sei in uno show o sei nessuno”, se l’entusiasta e baskettofila Sky ha ripiegato, non avendo avuto i riscontri attesi in termini di abbonati pur offrendo un prodotto curato, per dirla come Voltaire “questo è il migliore degli accordi possibili”. Non si parla di grana - e fortunatamente nemmeno di grane - bensì di visibilità. Arma però a doppio taglio, da trattare con delicatezza. Io la penso più come Carl Popper, colui che teorizzava i danni cerebrali sulla passività del telespettatore, e non proprio come Marshall McLuan. Per lo scienziato della comunicazione di massa “l’importante non è ciò che dici ma il mezzo”. Un’elaborazione di un concetto del Principe di Machiavelli che “Sua Emittenza” ha applicato col massimo profitto. Amen…

La notizia di questo “Basketdi+Tv” (basketdipiùtv…) sarebbe adesso da tradurre in soldoni. Quanti sono? Tanti o pochi? Non si sono fatte delle cifre, e non voglio anticiparle. Sarà però serio comunicarle, c’è di mezzo la Tv di Stato. Per giustificare questa scelta, o meglio apprezzarla pienamente, voglio sperare almeno che i contratti Rai e Telecom valgano quei 6-7 milioni che rappresentano il costo di una buona campagna pubblicitaria. Dato per scontato – e questo è un avviso a lavorare realisticamente, senza pensare ancora che come nella favola la Tv trasformi cenerentola in una regina - che il “soggetto basket” dia finalmente una risposta migliore di quella che Sky si aspettava. E che a sua volta il “soggetto Tv” mantenga una sana autonomia giornalistica, pensi alla pluralità, alla par condicio. Dato anche per scontato l’alto contenuto giornalistico-informativo e lo studio e la preparazione necessarie per organizzare una vera trasmissione Tv, curata in tutte le sue parti, come se fosse uno spettacolo teatrale, e non il ritrovarsi alla partita come “quattro amici al bar”.

Le emittenti che hanno acquistato i pacchetti Gold (Rai) e Silver (La7) non devono cadere nel duplice-triplice errore. Quello innanzitutto di dialoghi ad personam, per cui i padroncini del vapore cestistico di turno, sovente inclini a guardare ai loro interessi e al ranking, prima che a quelli del consorzio, tengano un rapporto di stretta familiarità con le Tv partner di questo tono: noi vi diamo il copione e voi lo mettete in onda. Le Tv devono decidere autonomamente, secondo le ragioni della propria linea editoriale ma anche dell’utenza, specie la Rai che è di tutti, per cui le associazioni dei consumatori credo vigileranno in maniera solerte.

Altri errori delle Tv partner potrebbero essere quelle di rincorrere ossessivamente i ratings e cercare di accontentare troppo il padrone di casa di turno e sacrificare il fatto sportivo con quello folkloristico, vedi l’intervista all’assessore o lo sponsor del caso. Meglio sapere anche che non devono aspettarsi grandi contratti pubblicitari.

I cesto-club, salvo pochi, sono ormai come le bibliche “vacche magre”, mentre i grandi sponsor - con qualche eccezione di cui sappiamo - sono attratti solo dal calcio e da iniziative di alto valore sociale e

I cesto-club, salvo pochi, sono ormai come le bibliche “vacche magre”, mentre i grandi sponsor sono attratti solo dal calcio e da iniziative di alto valore sociale e culturale

culturale, per cui oggi si parla di Responsabilità Sociale d’Impresa. L’esempio, mi ripeto ancora una volta, è l’investimento dei della Valle per il Colosseo o la cordata degna di un’operazione tipo Azzurra, messa assieme dalla Benetton per “Primo Sport 0-2-4-6”, dedicato all’educazione ludica e motoria di ragazzini minacciati da questo nuovo flagello dell’obesità infantile.

 

Avremo quindi dal 9 ottobre il Tv basket week end. Si comincia il sabato alle 18 con una gara di “seconda scelta” (infelice locuzione di marketing…) offerta live La7 (Telecom Italia media) oltre alla teletrasmissione di tutti gli eventi, differita Finale dei Play-Off (4 ore dopo la diretta Rai) oltre agli Highlights. Non è specificato se il servizio sarà curato anche dal La7d, che sta per digitale, meglio saperlo... Si finisce la domenica alle 20.30 ( sul comunicato però c’è scritto usualmente… altra infelice locuzione) su Rai Sport con una gara di “prima scelta” oltre ai Play-off e agli Highlights del campionato e degli Eventi (Supercoppa, All Star Game e Final Eight di Coppa Italia.

Naturalmente c’è poi la massima libertà di stipulare contratti con le Tv locali o territoriali, insomma adesso di tratta non tanto di passare alla cassa ma dalla causa – cioè un palinsesto più che soddisfacente - all’effetto. Ovvero ai risultati in termini di un ritorno certo e pari per tutte le parti in commedia. In realtà, conoscendo bene le dinamiche dei piani alti della Rai - che da sempre hanno avuto un occhio di riguardo per lo sport - magari i nostri cesto-manager e i loro consulenti potevano ottenere il grande avvenimento in “prima serata” come avvenne 20 anni fa per gli Europei a Roma. Beati loro che sanno e possono sempre tutto, del resto colui che siede sulla poltrona più ambita guadagna 350 mila euro all’anno, più del collega del calcio.

Lo slogan quindi sarà” +basket Tv” e speriamo” –Paternicò”. Non polemizzo sulle persone, ma sui fatti. Fra l’altro Paternicò mi è tanto simpatico, non sto a raccontarvi chi è e quel che ha fatto sul parquet, ben documentato anche su You Tube. A Siena tutti lo conoscono, lo desiderano e lo contestano in egual misura. La sua è una carriera prodigiosa. In un battibaleno - e nonostante si trovi spesso al centro di casi che comunque gli danno popolarità - è arrivato quest’anno a essere il n. 2 della classifica. E per un pelo non finiva quindi a dirigere gli europei. Peccato (per la sua carriera) che un dossier del “Corriere della Calabria” sia riuscito a pubblicare nei giorni scorsi il testo di una registrazione “scottante” che risalirebbe a 3 anni fa, quando cominciava la sua fortunata scalata da… Bel Amì del fischietto. Questo documento-choc, che tuttavia non compare nei verbali di Baskettopoli, dove “Cammelo” è citato per il vizietto della raccomandazione, racconterebbe di una telefonata fatta all’allora capo degli arbitri (CIA) Giovanni Garibotti, imputato di Associazione per Delinquere, per “annientare” una giovane collega di Catania.

Cosa ci sia sotto non so, ma questa Cristina Teresa Luca il 7 luglio ha presentato un esposto alla Procura del basket chiedendo che venga fatta luce sull’episodio. “Il tenore della telefonata – scrive – non lascia spazio a dubbi, l’arbitro Paternicò così si rivolgeva al Garibotti, riferendosi alla mia persona:…..La devi annientare, proprio cancellarla, deve pigliare due 63”.

Nell’esposto si ipotizzano violazioni del Codice Sportivo ma addirittura frode e/o presunto illecito sportivo, in quanto – precisa l’arbitressa – “come dimostreremo, per i voti presi durante quell’anno sportivo effettivamente il Paternicò riuscì ad ottenere quanto richiesto” .

Suppongo che l’arbitressa abbia già ascoltato o sia in possesso del nastro, altrimenti non sarebbe partita in quarta contro colui che vorrebbe annientarla. Dopo aver chiesto al Consiglio federale – se naturalmente e doverosamente, come diciamo anche noi, le intercettazioni dovessero trovare conferma - “di passare per le vie della Giustizia Ordinaria”, la giovane arbitro ha dedicato al famoso collega questo triste epitaffio: “E’ già desolante immaginare un uomo compiere un atto di tale meschinità, ma ancor più immaginare un arbitro che come lui riveste un ruolo internazionale dare l’impietoso esempio alle giovani generazioni di fischietti della più alta slealtà sportiva”.

encampana@alice.it

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