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09/06/2011 13:11

Da una foto su Facebook a minacce di denuncia

E' accaduto a un ingegnere di ha pubblicato una immagine della centrale a biomasse in costruzione in val di Merse

Da una foto su Facebook a minacce di denuncia

D

i A.Cp.

MURLO. Immaginate di mettere delle foto di un luogo pubblico su una vostra pagina di Facebook e di ricevere una mail che vi chiede di toglierle subito perchè violano la privacy...ma se si tratta di un posto pubblico e le foto sono scattate dall'esterno, senza nessuna persona inquadrata, come possono violare la privacy? La cosa diviene interessante se le foto riguardano una centrale a biogas in costruzione.
"Non avevo mai ricevuto una email certificata - racconta l'ingegner Nicola Ulivieri - e devo dire che la sorpresa è stata doppia quando ho visto che mi veniva richiesto di togliere alcune foto da internet per violazione della privacy. Il fatto è che non si parla di foto di persone, ma dell'impianto a biogas, in fase di costruzione al momento degli scatti, della BioGasMerse vicino alla strada Siena-Grosseto, nel comune di Sovicille. Le foto le ho pubblicate nella pagina Facebook "Murlo-Monticiano: inceneritori di biomasse?" che ho creato per parlare delle centrali a biomasse delle nostre zone e ritengo di essere tutelato dalla costituzione per quanto riguarda libertà di espressione e diritto di cronaca. Le pagine e gli articoli su Facebook sono inoltre commentabili e potevano e possono essere usate da queste persone per comunicare le loro ragioni. Mi trovo invece una realtà in cui un'azienda crede di avere diritti su immagini di paesaggi ed esterni e scrive ad un privato con minaccia di adire vie legali per via di questa non ben precisata tutela della privacy".
Sarebbe certamente importante, come ci fa notare Ulivieri, "che queste persone si rendessero conto che è possibile dialogare con gli
abitanti e che non tutti sono essere per forza felici di aziende che utilizzano vegetali come carburante, invece che come cibo; d'altra
parte queste centrali,come hanno più volte detto a Report, funzionano solo grazie ad incentivi statali, quindi,visto che i soldi sono i nostri, ognuno deve potersi esprimere."
E in questi giorni alla vigilia dei referendum, quando si parla così tanto di centrali nucleari, sarebbe anche utile parlare di valide alternative. Le centrali a biogas lo sono? Sono una soluzione per l'agricoltura? Secondo molte associazioni sono, anzi, una soluzione sbagliata in quanto incentivano le aziende ad abbandonare la produzione di cibo per passare a quella di mais, colza o altri vegetali da destinare alla macerazione e produzione di gas, in quanto più convenienti, ma solo per la durata quindicennale degli incentivi. E dopo? Così come c'è chi si preoccupa per il possibile aumento di inquinamento da pesticidi, visto che ogni azienda tenderà a massimizzare la resa dei propri terreni che non produrranno più alimenti per persone o animali. E si registra pure, negli ultimi mesi, un aumento del prezzo dei terreni agricoli facendo temere che tutto questo vada a compromettere ulteriormente l'agricoltura italiana che già oggi rappresenta meno del 3% del PIL italiano. E cosa ne pensa la gente?
"In un paese come la Svizzera - ci fa sapere un avvocato che lavora all'estero - prima di creare una nuova centrale si sarebbe indetto un referendum che stabilisca cosa ne pensa la gente di quel dato territorio".  Qui invece si intima di togliere foto di una centrale in costruzione che è a vista di tutti e che non è zona militare, foto, quindi, che, per ovvi motivi, non violano nessuna privacy.
Ulivieri ci tiene a precisare che ''non ci sono neppure commenti negativi alla centrale fotografata, ma le foto fanno parte di una pagina in cui sono raccolti articoli generici su centrali da fonti alternative, da cui si evince che quelle maggiormente osteggiate dalle persone sono quelle che bruciano biomasse; è di pochi giorni fa il caso di arresti legati alla centrale a biomasse di Pavia, che bruciava anche rifiuti illeciti''.... "Ogni commento in questa pagina Facebook è benvenuto" conclude Ulivieri "e spero che questo persone utilizzino questo mezzo democratico per esporre il proprio pensiero, senza dover minacciare nessuno di azioni legali ". Del resto, Facebook è un portale pubblico in cui tutti possono prendere parte. Sempre che vogliano apparire...

RIPRODUZIONE RISERVATA

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Postato da Walter | 10/06/2011 08:53 1
no comment
"mala tempora"...

Postato da agosti | 10/06/2011 08:51 2
coltivare per buttar via
La storia dell'impianto a biomasse delle aziende di Montestigliano,Cerreto a Merse e Montioni la conosco fino dal suo inizio, quando il progetto venne inserito di straforo e all'ultimo momento nel piano strutturale di Sovicille. Allora doveva essere posizionato sotto il paese di Stigliano, e gli abitanti sono insorti contro questo ennesimo scempio del paesaggio sottostante, già deturpato pesantemente dalla Novartis. Oltre all'impatto visivo c'era anche la preoccupazione che prima o poi nell'impianto poteva finirci anche della semplice "monnezza". Per un po' non se ne è saputo più niente, fino a che non si è visto apparire nel sito attuale. La cosa più assurda di questo tipo di impianti è che non sono piccoli impianti per l'autosufficienza energetica, ma servono a fare profitto con poca spesa, destinando ottimi e fertili terreni ad un uso non alimentare e continuando a fare un'agricoltura industriale con pochissima manodopera.

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