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i Giovanni EliaSIENA. Succede spesso nell'informazione italiana che un evento crei un ciclone di dichiarazioni, repliche, smentite, analisi e precisazioni che finisce solo per confondere le idee. E che poi questo ciclone, con la stessa rapidità con cui è apparso, venga sostituito dalla febbre successiva: ma non per questo gli eventi smettono di esistere e di incidere sulla vita di una comunità. E' stato così per quella che è passata alla storia giornalistica come “la moschea di Colle”, una vicenda che piombò sulla comunità colligiana nei giorni caldissimi degli interventi armati in Afghanistan ed Iraq. A sei anni di distanza - ed al netto delle dichiarazioni roboanti, dei “maiale day” e delle cinture esplosive minacciate - a che punto siamo col centro culturale islamico, derubricato a sola moschea per semplificazione giornalistica? Il Cittadino Online ne ha parlato con tutte le parti in causa, ma per cominciare è opportuno riassumere la vicenda.
Il protocollo di intesa fra Comune e associazione della comunità dei musulmani è della fine del 2004; negli anni successivi si susseguiranno un finanziamento diretto della Fondazione MPS (300 mila euro), un tentativo di referendum di iniziativa popolare con 4 mila firme, dichiarato inammissibile (lo stesso destino di un ricorso presentato al Consiglio di Stato: bocciati quindi nel metodo più che nel merito), l'inizio dei lavori, la costituzione di un comitato e di una lista civica per fare di questo argomento un tema di battaglia politica, lo stanziamento di 250 mila euro (sempre erogati dalla Fondazione) da parte dell'Amministrazione per lavori nella stessa area, e da ultimo, nell'agosto scorso, un passaggio di mano dei lavori del centro. Inoltre la cupola è stata costruita con materiali non idonei - cosa di cui, assicura il vicepresidente della comunità islamica Nasimi, “risponderanno ditta costruttrice e direttore dei lavori” - ed il permesso di costruzione è scaduto dal novembre del 2009. Quest'ultimo dato, accompagnato alla carenza di offerte dei fedeli a causa della crisi economica, ha sostanzialmente bloccato i lavori da prima dell'arrivo di un procedimento penale per abusi edilizi che riguarda una parte dei locali; nello specifico, il piano seminterrato ed alcune stanze non presenti nel progetto originario, ora sotto sequestro dell'autorità giudiziaria. Il processo è partito all'inizio del 2011 presso il Tribunale di Poggibonsi e la sentenza di primo grado è attesa per la prossima primavera.
Detto questo, la parola ai protagonisti: cominciamo con l'Amministrazione di Colle, per la quale l'accusa principale è quella di unilateralismo, di aver fatto cadere dall'alto una decisione che incide profondamente nel tessuto urbano e sociale della città. “Abbiamo sempre ritenuta inopportuna la discussione sulla questione della localizzazione, perché se c'è una incompatibilità non può essere con un luogo ben preciso ma, semmai, con la città. Vogliamo invece confrontarci sulle attività del centro, che saranno importanti per la crescita sociale e culturale della città. Per questo, noi crediamo che sia necessario investire in questo progetto. Sul tema rimaniamo aperti al confronto con la cittadinanza, come sempre, cercando di far capire l’opportunità di integrazione e di crescita che il progetto può rappresentare”, afferma il Comune. Decisamente non dello stesso parere è invece il consigliere comunale della lista civica “Insieme per Colle” Letizia Franceschi: “Noi non siamo stati mai contrari alla destinazione d'uso religiosa, è che quella zona era parco verde e tutto l'insediamento confidava nella presenza di quel parco. Che poi sopra ci venisse fatto un cinema, un supermercato o un parcheggio cambia poco, sempre di un danno si tratta per gli abitanti. E poi è stato fatto cascare dall'alto, hanno agito arbitrariamente senza tenere in considerazione le parole della gente, al di là della decisione finale”. Già, la gente: perché è inutile negare che la struttura influenzerà la vita quotidiana non solo degli abitanti dell'area dove sorgerà il centro culturale islamico, ma di tutta la comunità colligiana.
Il passare del tempo che effetto ha avuto sullo stato d'animo della popolazione? “Lì da noi non c'è rassegnazione”, prosegue Franceschi, “c'è voglia di andare avanti. Dentro Colle, parlando con la gente, sono un po' tutti contrari, soprattutto al metodo con cui è stata fatta questa cosa. La gente non è stupida, quando si vede che si agisce così - lo faccio perché lo posso fare - queste imposizioni stufano la gente, anche perché l'Amministrazione su questo non ha fatto sapere nulla da tempo”. Insomma non molto pare cambiato: secondo Franceschi c'è aria di battaglia, il Comune dichiara di essere “come sempre” aperto al confronto con la cittadinanza (e su questo “come sempre” si potrebbe lungamente dibattere, viste le opinioni) ed infine la comunità islamica, sempre per bocca di Nasimi, non avverte particolari cambiamenti nell'opinione pubblica. “Chi appoggiava il progetto e vi vedeva un segno positivo di pacifica convivenza e di vera integrazione è ancora disposto ad appoggiarlo, nonostante le nostre gravi difficoltà”, sintetizza.
Di certo indietro, ormai, non è più possibile tornare. L'area verde rimasta dopo la costruzione del centro culturale è ovviamente una frazione dell'originaria, anche se con l'ultimo intervento comunale “sono stati inseriti elementi di arredo, quali panchine, aree pavimentate e giochi in un'area che prima non era mai stata attrezzata o utilizzata dai cittadini”, afferma il Comune.
La comunità, con il Presidente del centro Feras Jabareen, cerca di far continuare i lavori, per poi poter dimostrare nei fatti come le attività del centro potranno avvicinare la cittadinanza colligiana ai membri della congregazione dei fedeli. E nel resto d'Italia - da Roma nel '95 a Genova nel 2010, passando per Cles, nella Val di Non - si cerca di fare lo stesso nei confronti di un mondo, quello islamico in Italia, che non può essere ignorato: perché qui cresce, qui si evolve e qui, che lo si voglia o no, col passare degli anni diventerà parte della comunità.
moschea di colle centro culturale islamico comune di colle di val d'elsa lista civica insieme per colle fondazione mps
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