Petizione di Adusbef contro i “mesi di 28 giorni” delle compagnie telefoniche

L'associazione chiede che il governo legiferi anche sulla class action

ROMA. Da Dusbef riceviamo e pubblichiamo.

“L’ennesimo imbroglio degli operatori di telefonia, di accorciare il mese a 28 giorni, allungando l’anno a 13 mesi, con un aumento surrettizio sulle bollette telefoniche dell’8,6 rispetto al passato, un aggravio tangibile di ben 35 euro l’anno per ogni famiglia su un consumo medio telefonico, ripropone l’esigenza di dotare i consumatori di strumenti efficaci di tutela, per contrastare i predoni da veri e propri abusi di mercato e di potere, con pratiche commerciale scorrette e vessatorie architettate a danno di milioni di utenze, iniziato da Wind-Infostrada, seguito da Vodafone, TIM e dal 1 maggio 2017 da Fastweb, Poste Mobile e dalla generalità degli altri operatori (eccezion fatta, finora per Tiscali), replicata dalla Pay Tv Sky, che dal 1 ottobre impone analogo diktat ai suoi 4,7 milioni di abbonati  italiani.

L’azione collettiva, che consente di azionare un unico giudizio per ottenere il risarcimento del danno subìto da un gruppo di cittadini danneggiati dal medesimo fatto realizzato da un’azienda scorretta, offre la riduzione dei costi, il decongestionamento della giustizia, soffocata da milioni di procedimenti giudiziari singoli, la garanzia di certezza del diritto, l’efficacia ed equità del risultato, è bloccata da 28 mesi in Senato, dopo essere stata approvata all’unanimità dalla Camera il 3 giugno 2015, per un preciso veto di Confindustria recepito dal Governo Renzi.

Negli Stati Uniti, patria del mercato, per impedire il far west, l’ordinamento si è dotato dal 1989 di un efficace deterrente contro gli abusi di mercato, previsto dalla class action e danno punitivo, termine “punitive damages” che nella sua traduzione letterale corrisponde in italiano a “danni punitivi”, ma che significa anche “risarcimento”, posto che “damages” nei sistemi di common law non indica semplicemente i “danni” o il pregiudizio sofferto dalla vittima di un illecito, bensì la somma di denaro al cui pagamento l’autore dell’illecito è tenuto nei confronti della vittima, quindi risarcimenti punitivi, per impedire che i comportamenti scorretti e vessatori si possano ripetere.

Adusbef con una petizione pubblicata oggi su change.org.,chiede al governo,di intervenire con urgenza, fissando per legge la cadenza mensile della fatturazione sia sulla telefonia mobile che fissa, e di sbloccare la legge sulla class action, non a caso bloccata da Confindustria, visto che l’azione collettiva è uno dei pochi deterrenti contro i predoni del mercato, che ricorrono ad artifici e raggiri per conseguire ingenti profitti sulla pelle delle famiglie, formidabile strumento- come negli Stati Uniti dove è in vigore da oltre 1 secolo- per impedire illeciti guadagni mediante pratiche commerciali scorrette, in aperta violazione di leggi e perfino di lievi delibere delle autorità di regolazione dei mercati”.

Petizione a “Paolo Gentiloni: NO a fatturazione bollette, cadenza 28 giorni. SI alla class action (azione collettiva)

http://chn.ge/2x27ET0