Lannutti: “Meglio toccar ferro quando Padoan parla di banche solide”

ROMA. Anche oggi il ministro dell’Economia Padoan, dopo aver regalato le due banche venete, subendo il ricatto allo Stato di Banca Intesa, che per 1 euro ed una dotazione iniziale, un acconto di 5 mld di euro su 17 miliardi appostati di fondi pubblici, ha acquistato alle sue condizioni capestro, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, ha ripetuto ai mass media che passano acriticamente le sue veline, che: “Non ci sono altri focolai di crisi come quelli risolti in questi giorni”- ha detto al Gr1- sottolineando che “abbiamo rimesso in carreggiata la quarta banca del Paese” con riferimento a Mps, mentre “le banche venete sono state rilevate da Intesa che non ha problemi di credibilità”.

Il ministro Padoan che non ha “ragione di dubitare che le autorità di controllo abbiano pienamente svolto le loro funzioni”, riferendosi quindi a Consob e Bankitalia, ha poi proseguito che “se ci sono amministratori irresponsabili vanno perseguiti legamente, in secondo luogo bisogna fornire ai risparmiatori, soprattutto alle famiglie, molta più informazione di prima, e questo si deve e si può fare, lo si farà anche con il sostegno pubblico, con le iniziative relative all’educazione finanziaria”,  affermando che nel sistema bancario italiano “è tornata la fiducia”.

Il 31 ottobre 2014, in occasione della novantesima giornata del risparmio, il ministro Padoan affermava: “le famiglie italiane sono tra le meno indebitate d’Europa e il sistema bancario è solido e privo di rischi”

“La solidità del nostro sistema bancario, la sua piena funzionalità ed efficienza nel più ampio contesto europeo sono elementi chiave ai fini della tutela del risparmio”. Seguivano le lodi dell’unione bancaria e della supervisione comunitaria, mentre il governo, concludeva Padoan, rafforzava il suo impegno nel “sostenere la qualità dei risparmi delle famiglie italiane, la loro sicurezza e redditività“.

Il 4 febbraio 2016, al question time del Senato il ministro Padoan: “Il sistema bancario italiano è “solido e sicuro”, anche se “è stato interessato nelle ultime settimane da volatililà”. La reazione dei mercati “non è commisurata alla reale situazione degli istituti di credito italiani”. Dalla garanzia pubblica sulle sofferenze bancarie “aspettiamo risultati importanti” nel medio termine. Le sofferenze nette sono a 88 mld, non a 201mld. I conti pubblici, sono “sotto controllo”.

Il 3 agosto 2016 rispondendo alla camera sulla situazione delle banche italiane, il ministro Padoan affermava: “Gli stress test mostrano un sistema bancario solido”, e “la strategia del Governo si basa sullo sfruttamento delle sinergie tra intervento pubblico e iniziativa del mercato”. Un investimento in Atlante, il fondo salva banche, quindi “rientra nella piena prerogativa e autonomia decisionale degli enti che autonomamente potranno decidere di destinare le proprie risorse a questo tipo di impiego”. Padoan ha quindi sottolineato che “una eventuale e libera partecipazione” riguarderebbe un “ammontare residuale rispetto al loro patrimonio complessivo” e “non pregiudica il risparmio previdenziale”. D’altra parte Atlante è “un veicolo di investimento di iniziativa privata” e ritengo che “non possa e debba esserci alcuna ingerenza sulle scelte gestionali e operative delle casse previdenziali”. Abbiamo visto com’è andata a finire.

Il 7 ottobre 2016, il ministro Padoan in un’intervista alla Cnn: “Non mi aspetto nessuna operazione di bail in in Italia .Il sistema bancario italiano è solido. Gli npl sono molti, ma non tanti quanti a volte leggo in giro”.

In una Audizione presso le Commissioni congiunte Finanze Senato e Camera su: “La  tutela del risparmio nel settore creditizio, in relazione al DL 23 dicembre 2016 n. 237”, del 12 gennaio 2017,  il ministro Padoan metteva la mano sul fuoco: “Le  nostre banche, più che mai solide’.

Quando parla il ministro Padoan di stabilità e solidità del sistema bancario, meglio ricorrere agli scongiuri.

Elio Lannutti (Adusbef)