Federcontribuenti: “Sconti fiscali per 55 miliardi a banche e assicurazioni”

"La flat tax per i big della finanza e dell'impresa è già una realtà. La politica affianca i baroni dimenticandosi la plebe''

ROMA.14,4 miliardi di euro di sconto a favore di banche, onlus e assicurazioni. Federcontribuenti: ”la flat tax per i big della finanza e dell’impresa è già una realtà. Ancora una volta la politica affianca i baroni dimenticandosi la plebe”.

Parliamo della tax expenditures, vale a dire il raggruppamento delle agevolazioni fiscali che abbassano il prelievo fiscale per alcuni soggetti: ”detrazioni e deduzioni e crediti d’imposta fino alle aliquote ridotte per un totale pari a 54,9 miliardi nel prossimo anno di cui 14,4 miliardi a beneficio di banche, gruppi di assicurazione, onlus, enti pubblici e cooperative”.

La quota di sconto fiscale più sostanziosa va alle banche e alle assicurazioni e coinvolge solo 607 beneficiari per un importo medio che supera i 3 milioni di euro. ”Ancora una volta si ritiene più semplice infilare le mani nelle tasche dei piccoli contribuenti, a cui pensano di togliere le 80 euro mensili e il bonus cultura di 500 euro e non attaccare i veri parassiti dello Stato forse temendo una vendetta scatenando l’ira degli dei”.

La Federcontribuenti ricorda al governo le promesse fatte durante la campagna elettorale e aggiunge ulteriori proposte urgenti: ”attendiamo l’eliminazione delle accise sul carburante, l’innalzamento delle pensioni più basse, interventi concreti sul salario minimo e alla lotta al precariato. Riforma del sistema fiscale e bancario; riforma del SSN; sblocco dei fondi previsti per la ricostruzione post terremoto. Ammodernamento delle strade e degli edifici scolastici e della rete idrica che disperde il 37% delle acque e questo solo per iniziare a fare sul serio. Casa, famiglia, salute, istruzione e lavoro sono i pilastri a cui dedicare tutti i primi interventi e per i fondi, che vadano ad eliminare i benefici fiscali dei parassiti lasciando in pace i piccoli redditi”.

La flat tax allargherebbe ulteriormente la maglia tra ricchi e poveri riducendo quelle entrate fiscali che si potrebbero utilizzare per i progetti più urgenti. Inoltre, ”temiamo diventi una manovra senza possibilità di ritorno come un diritto acquisito a cui difficilmente i grandi rinunceranno in caso di fallimento”. Al cittadino va garantito un lavoro adeguatamente tutelato e pagato e tutti i servizi primari necessari al rispetto dei criteri costituzionali, ”come garantirli è compito di chi si è candidato e fatto eleggere”.