Federcontribuenti affronta il tema della “pensione complementare”

"Gentile lavoratore, vuoi investire il 95% del tuo tfr in titoli di debito?"

ROMA. La pensione complementare è obbligatoria? Teoricamente no, praticamente si.

Gli iscritti al sistema della previdenza complementare sono pari a 7,2 milioni: il 27,8% della forza lavoro. Il restante ignora di versare dei contributi. Risorse accumulate pari a 151,3 miliardi di euro, il 9% del PIL. Le uscite per la gestione previdenziale ammontano a 6,9 miliardi di euro. Le prestazioni pensionistiche sono state erogate in capitale per 2 miliardi e in rendita per circa 700 milioni di euro. Il valore in Italia del risparmio gestito è pari a mille settecento miliardi di euro.

La pensione complementare non è obbligatoria, ma gli accordi sindacali prevedono, per ogni professione, che il datore di lavoro grande o piccolo pubblico o privato versi un contributo non inferiore all’1% ad un fondo autorizzato. ”Molti lavoratori ignorano di maturare una forma complementare di previdenza e ignorano di versare il proprio tfr in un Fondo di gestione se entro 6 mesi dall’assunzione non comunicano, al Fondo, la propria volontà. Ti arriva una letterina a casa dove ti si dice che il tuo datore di lavoro versa obbligatoriamente un contributo e che puoi incrementare questo contributo versando mensilmente una quota e di investire il tutto in un piano che prevede il 5% investimenti in Titoli di Capitale e il 95% in Titoli di debito e cosa si rischia? Se il fondo fallisce solo il 5% del capitale versato sarà garantito mentre il restante compreso la rendita accumulata finisce in fumo”

L’offerta della previdenza complementare conta 452 forme pensionistiche: 36 negoziali, 43 aperti, 78 piani individuali pensionistici (PIP), 294 preesistenti e FONDINPS. Rispetto alla condizione professionale, 5,8 milioni di adesioni fanno capo a lavoratori dipendenti e 2 milioni a lavoratori autonomi.

Che costi ha la pensione complementare?

”Se mettessi 1000 all’anno in un salvadanaio dopo 35 anni mi troverei con la certezza di avere accumulato 35 mila euro, se li investo in un fondo pensione dopo 35 anni mi troverò con 4 mila euro in meno per i costi di gestione sempre non abbia perso tutto prima dell’età pensionabile. Insomma, non mi si può chiedere di giocare in borsa la mia pensione per 40 anni, perchè ho il 90% delle probabilità di perdere tutto! Certo questo nella nota informativa non lo trovi”.

In cosa investono i Fondi che accumulano i risparmi dei lavoratori?

”Ho qui davanti un prospetto di un Fondo iscritto all’albo della Covip – l’organismo di vigilanza. Troviamo 2 categorie dove far affluire i nostri risparmi denominati comparto Bilancio e comparto Sicurezza; nel primo investiremo il 28% in Titoli di Capitale e il 72% in Titoli di Debito; in quello sicurezza investiremo il 5% in Titoli di Capitale e il 95% in Titoli di debito. Sia i Titoli di Capitale tanto più i Titoli di debito non ci mettono a riparo dal rischio di perdere tutto, capitale compreso, soprattutto se pensiamo che solo dopo 8 anni possiamo chiedere un’anticipazione e solo maturata l’età pensionabile riscattare il totale. Si tratta di speculazione; comprando i debiti di società quotate in borsa o crediti deteriorati se parliamo di banche. Solo un fondo gestito da una assicurazione ha il capitale garantito anche in caso di fallimento”.

Perchè non si occupa direttamente l’INPS di rivalutare i contributi che tutti i lavoratori versano?

” Un lupo affamato continuerà a divorare agnelli fin quando ce ne saranno. Noi di Federcontribuenti – , conclude il presidente Paccagnella -, consigliamo a tutti i lavoratori di farsi controllare la situazione previdenziale come il proprio tfr per evitare la formula del tacito assenso. Inoltre incoraggiamo certamente la forma integrativa e complementare in quanto le pensioni saranno sempre più basse fino ad estinguersi, ma scegliete con cura l’ente e il fondo al quale aderite altrimenti rischierete fino al 90% del capitale”. Siamo appena usciti dalla più grande bolla speculativa mondiale eppure se ne profila un’altra. ”Come se si divertissero ad accumulare soldi che diranno di aver perso per farli confluire chissà dove”.