“Banda ultralarga e la speculazione su Telecom. Che fa Consob?”

ROMA. Telecom Italia dopo le indiscrezioni di stampa sul progetto del governo di affidare all’Enel la cabina di regia per portare la fibra ottica nelle case degli italiani, ha subito forti oscillazioni di borsa, con il  titolo in pesante calo sull’ipotesi svelata da Repubblica del piano per la banda ultralarga, smentita oggi dal premier il quale ha ribadito che il governo:”non entra nel merito dei piani industriali, neanche di aziende pubbliche”.

Il titolo Telecom, scivolato ieri di circa 3 punti percentuali in area 1 euro, in fondo al paniere del Ftse Mib che riunisce i principali titoli di Piazza Affari, sulla base di articoli ed indiscrezioni secondo i quali  il governo Renzi entro fine mese determinerà gli incentivi per costruire la nuova infrastruttura di rete e avrebbe individuato in Enel il candidato migliore dopo che i contatti con Telecom e Metroweb condotti nei mesi scorsi non hanno dato esiti soddisfacenti, ha recuperato oggi ad 1,08 euro dopo la precisazione del premier.

Cosa fa la Consob ed il cerchio magico del presidente Giuseppe Vegas, oltre ad autoelogiare il suo ruolo (nocivo per azionisti e risparmiatori), come ha fatto ieri in pompa magna, per prevenire ed impedire le speculazioni di borsa, che potrebbero essere avvenute con le vendite sul titolo Telecom, dopo  che  Enel avrebbe dato la sua disponibilità a impegnarsi nel progetto con l’obiettivo di realizzare l’infrastruttura in 3 anni, in un progetto dalle implicazioni negative per Telecom, continuamente sotto pressione dal governo per la sua strategia broadband in termini di dimensioni, tempistica, tecnologia e partnership ?

Lo sviluppo della banda ultra-larga per ammodernare le tecnologie vetuste del Paese, che avrebbe visto Enel affidataria di un progetto da 6,5 miliardi di euro in cinque anni, con l’obiettivo del Governo  di riportare la competenza dell’infrastruttura nelle mani pubbliche, sfruttando la rete Enel per l’investimento in fibra ottica, è materia troppo delicata per essere affidata alle indiscrezioni di speculatori ed avventurieri.

Adusbef e Federconsumatori chiedono quindi un tempestivo intervento, per verificare se gli andamenti anomali di borsa sui titoli quotati, siano stati fisiologici, oppure di tipo speculativo e di insider trading sulla base di informazioni privilegiate, basate su indiscrezioni e rumors interessati, oggi smentiti dal Capo del Governo.

Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)