Banca Etruria: boom di adesioni all’azione legale di Federconsumatori contro le società di revisione

Valore del danno subìto di 50 milioni di euro. Sarà tirata in ballo anche Ubi Banca

AREZZO. Banca Etruria: lo scorso febbraio Federconsumatori Toscana aveva annunciato una azione giudiziaria contro la società che ha certificato i bilanci (la Pricewaterhouse Coopers, uno dei quattro colossi mondiali del settore) per “gravi responsabilità, negligenze ed omissioni”, con l’obiettivo di ottenere altri rimborsi per i risparmiatori. Oggi, dopo 25 assemblee di Federconsumatori nei territori toscani, si può dire che è stata superata quota 1.150 adesioni di titolari di dossier (obbligazioni e/o azioni) all’iniziativa. Se si considera che molti dossier sono cointestati, sono circa 1.800 le persone coinvolte (730 aretine, 260 empolesi/fiorentine, 100 senesi, 70 grossetane, il resto toscane), per un valore complessivo del danno subìto di circa 50 milioni di euro. Entro la metà la metà del mese di giugno, lo studio legale Galgano – per conto di Federconsumatori Toscana – procederà al deposito del ricorso (periziapredisposta dal professor Luca Bagnoli), per l’Accertamento Tecnico preventivo presso il Tribunale delle imprese di Milano. Inoltre, Federconsumatori Toscana, dopo attenta valutazione, ha deciso di estendere la richiesta di accertamento tecnico preventivo anche verso Ubi Banca (ferme restando le prerogative di responsabilità della società di revisione). Come mai? Tale Banca, come è noto, ha acquisito il capitale della nuova Banca dell’Etruria e del Lazio, per poi successivamente dare corso a fusione, mediante incorporazione, della stessa. Ubi Banca, pertanto, è subentrata nelle obbligazioni già in capo alla Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio, proseguendo nei rapporti già in essere. La giurisprudenza (come rileva sentenza pronunciata dal Tribunale di Milano, n. 11173/2017, e pubblicata in data 8 novembre 2017), nell’ottica di estendere l’iniziativa (con finalità conciliative) a un soggetto ulteriormente solvibile, ha portato alla decisione di procedere con il ricorso per Accertamento Tecnico Preventivo (ex art. 696-bis c.p.a.) anche nei confronti di Ubi Banca, davanti al Tribunale delle Imprese di Milano, che è Foro competente per l’azione verso la Società di Revisione.

L’ITER LEGALE

Ma quali sono queste “gravi responsabilità, negligenze ed omissioni” imputate da Federconsumatori alla Pricewaterhouse Coopers sulla faccenda Banca Etruria? “Diversamente da quanto rappresentato nei bilanci certificati, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio si trovava in stato di insolvenza già dal 2010 – sono passi della lettera di diffida -. Una tale falsa rappresentazione della situazione patrimoniale della Banca è stata possibile a causa dell’imperizia della Vostra Società, che mai ha evidenziato le pur enormi carenze in tema di svalutazione dei crediti della Banca e l’erroneità delle classificazioni dei crediti stessi”. Si legge ancora nella lettera: “Dal 2010 la Vostra Società ha certificato i bilanci della Banca senza formulare rilievi e omettendo di denunciare alla Banca d’Italia le gravi irregolarità che avrebbe potuto e dovuto verificare”. E ancora: “Con la propria condotta omissiva e commissiva la Vostra Società ha quindi indotto il mercato e gli investitori ad una percezione assolutamente distorta e non veritiera della situazione della Banca, con conseguente lesione della loro libertà di determinazione. Avendo violato la normativa in materia di revisione contabile, la Vostra Società è responsabile in solido e tenuta al risarcimento del danno patito dai risparmiatori”. Nel dettaglio, sarà intrapresa una azione giudiziaria, attraverso un accertamento tecnico preventivo (ATP), con cui chiedere al Giudice di nominare un perito (CTU) che accerti le responsabilità della Pricewaterhouse Cooper Spa da Federconsumatori evidenziate. Se il Giudice valuterà positivamente l’esposto di Federconsumatori, nominerà un perito che inviterà le parti a cercare accordi di transazione: questo potrebbe significare denaro per tutti gli obbligazionisti e azionisti “azzerati” dal decreto Salvabanche. Si ricorda che la Pricewaterhouse Coopers (nome commerciale PwC) è un network internazionale che fornisce servizi di revisione di bilancio, consulenza di direzione e strategica, e consulenza legale e fiscale (tra i suoi clienti, anche la Banca Popolare di Vicenza). La società, colosso mondiale dei servizi professionali, è tra le più prestigiose del pianeta e fa parte delle cosiddette “Big Four”: le quattro più grandi aziende di revisione, insieme a Deloitte & Touche, Ernst & Young e KPMG (fonte Wikipedia).