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Valentini a Forzoni: “Abbia un sussulto di dignità”

Il consigliere Pd commenta: "Se rimarrà in Consiglio avrà sempre su di sé e su chi conta sul suo voto per governare, questa macchia altrimenti indelebile"

SIENA. L’indignazione per il gesto sconsiderato del consigliere comunale Forzoni è stata pressoché unanime e tutta la città si attendeva l’unico gesto di riparazione che fosse adeguato all’oltraggio arrecato al Palio, durante il suo momento più alto e delicato. Apprendiamo, invece , che Forzoni non si dimetterà dal Consiglio Comunale ma rinuncerà al suo ruolo di Capogruppo di Fratelli d’Italia e ad altri incarichi di partito.
Con questa decisione, Forzoni non si scusa verso la sua città ma verso il suo partito. Aveva lamentato il rischio di una strumentalizzazione politica, ma è proprio lui a buttarla in politica perché si rivolge ai suoi elettori e non ai cittadini.
Si è poi saputo che il folle gesto del lancio della bottiglietta durante la carriera del 16 agosto (poco importa se i cavalli erano passati oppure no) gli era stato contestato immediatamente dall’agente della Polizia Municipale che presidiava quella parte di Piazza del Campo e che ne aveva parlato subito dopo con i dirigenti del suo partito. Ciò vuol dire che l’Amministrazione e la maggioranza politica del Comune erano a conoscenza dei fatti ben una settimana prima che la vicenda deflagrasse grazie ad alcuni giornalisti coraggiosi. Ma Forzoni era rimasto in silenzio e chi sapeva si era ben guardato dal prendere posizione. Le scuse di Forzoni potevano essere accolte solo se tempestive e non quando la tempesta mediatica era già scoppiata. Se si era sinceramente pentito, perché non si è alzato per tempo assumendosi la responsabilità della sciocchezza che aveva commesso? Forzoni è anche un avvocato e non può sfuggirgli, ad esempio, la differenza fra una persona che causa un incidente e si autodenuncia immediatamente ed un altro che lo fa solo quando non ne può più fare a meno.
Per ultimo, ma non per importanza, Forzoni era in quel posto perché consigliere comunale e pertanto rivestendo una funzione istituzionale, come se fosse in Consiglio o ad una occasione ufficiale in rappresentanza del Comune. In quei momenti noi amministratori (e probabilmente non solo in quei momenti) dovremmo essere di esempio ai cittadini e soprattutto ai nostri ragazzi. Abbia un sussulto di dignità e recuperi l’ autorevolezza doverosa per un rappresentante delle istituzioni. Se rimarrà in Consiglio avrà sempre su di sé e su chi conta sul suo voto per governare, questa macchia altrimenti indelebile.
 
Bruno Valentini