Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

“Salviamo le opere d’arte del cimitero del Laterino”

SIENA. In una recente visita al cimitero comunale del Laterino ho notato, con rammarico, che a seguito al maltempo, forse a conseguenza del forte vento delle giornate dell’ottobre scorso , molte ombe sono state danneggiate, tra queste quella che ha subito maggiori danni è, senza dubbio il Monumento Caselli, infatti la statua in bronzo che sormontava il basamento in travertino è, stata sradicata ed è stata buttata a terra ai piedi di questo, ed ora giace di fronte alla base.
Il Monumento Caselli è collocato dopo l’ingresso del cimitero sulla sinistra poco dopo l’inizio del viale S. Caterina, in uno spazio quadrato circondato da una siepe ed è composto da un basamento in travertino sormontato da una figura di giovane nudo, in bronzo, che sta in piedi sull’orlo di una fossa. L’autore del Monumento è Patrizio Fracassi, scultore senese (1875-1903) e questo è una delle prime commissioni pubbliche dell’artista, eseguita tra la fine del 1900 e l’autunno 1901. Il Monumento si evidenzia rispetto alle altre tombe perché l’artista utilizza un nuovo tipo di scultura: il gruppo statuario, cioè un alto basamento, dalle forme squadrate, su cui si innalza una slanciata e robusta figura di giovane che è vista leggermente di tre quarti, mentre si ritrae all’indietro tenendosi ad una croce. Il Monumento per il periodo in cui fu eseguito costituisce una novità per l’ambiente artistico senese, perché vi introdusse un nuovo monumento funerario, realizzato con una modellatura moderna, il piedistallo si rifà a modelli liberty e la figura sconvolta dalla paura al simbolismo ed al liberty. Nella figura Fracassi ottiene una perfetta simbiosi tra la raffigurazione realistica dell’anatomia del giovane e l’espressione di spavento utilizzata in funzione simbolica per raffigurare una formula tipica del simbolismo cimiteriale cioè il momento del trapasso e la paura dell’aldilà. Fracassi morì tragicamente nel 1903 e fu sepolto al Laterino, ponendo fine ad una carriera artistica promettente che poteva permetterli di raggiungere traguardi artistici più ambiziosi insieme ad una risonanza nazionale. La fine precoce e drammatica di Fracassi ha influito negativamente sulla salvaguardia delle sue creazioni, prima perchè ha causato la dimenticanza della sua attività e poi la precaria conservazione di queste, che solo grazie al figlio Ferruccio gli ha evitato danni peggiori.

Anche se il cimitero del Laterino è meno importante, a livello artistico, del Cimitero Monumentale della Misericordia, a partire dalla seconda metà dell’ottocento, è stato arricchito da varie opere d’arte di valore, commissionate ad artisti locali e di importanza nazionale, per fare alcuni nomi: Fulvio Corsini, Ezio Trapassi, Luciano Zalaffi, Arturo Dazzi, ecc… Purtroppo sia in passato, ma anche ora, non c’è la consapevolezza, nell’opinione pubblica, dell’importanza dell’insieme delle opere artistiche del cimitero, perchè anche queste si devono considerare parte del patrimonio culturale cittadino, perciò finora non si è sentito la necessità di salvagurdarle e catalogarle come qualsiasi opera d’arte, da parte della soprintendenza.

Alcuni anni fa è stata fatta una catalogazione parziale delle opere più importanti, costituita da degli elenchi e da delle pubblicazioni modeste, però ancora manca un catalogo aggiornato e completo delle tombe che hanno un valore artistico. Così fino ad ora, una volta scaduto il tempo del posto, se la sepoltura non è catalogata come opera d’arte, la tomba è soggetta ad essere smantellata o dispersa o distrutta, causando un danno irreparabile. Infatti per colpa dell’ignoranza sul patrimonio artistico del cimitero negli anni passati sono andate perdute alcune tombe importanti: quella in stile decò di Ezio Trapassi, un’altra invece d’impronta futurista dedicata a due aviatori senesi morti in guerra, del precedente scultore o di Fausto Corsini e inoltre la distruzione di molte sepolture in ferro battuto, soprattutto opera dell’officina Zalaffi, infine è da ricordare i danni e la rovina subita dal riquadro dei caduti garibaldini.

Alla fine di questo scritto esprimo un auspicio ed una richiesta che, le tombe di pregio del cimitero del Laterino siano salvaguardate e inoltre che la famiglia Caselli o il Comune di Siena riparino il Monumento, ricollocandolo nella sua posizione originaria, in modo che questo ritorni a nuova vita ed a ergersi tra le altre tombe del cimitero.

Cesare Baglioni