Noi Siena: “Non siamo il far-west della Ginecologia”

L'associazione difende il reparto dalle insinuazioni del nuovo professore ordinario

SIENA. Abbiamo letto con il consueto interesse, recentemente, un articolo tutto incentrato sulla new-entry del professore ordinario di Ginecologia delle Scotte, Enrico Zupi, augurandogli il benvenuto nella storica ed eccellente Università di Siena, che come si legge sui giornali si piazza nelle posizioni di vetta nelle varie classifiche delle migliori Università italiane.

Ci preme sottolineare, però, che avremmo gradito come cittadini e utenti dell’Azienda Ospedaliera Senese un linguaggio più consono al ruolo, che presto andrà a ricoprire, da parte dell’illustre clinico romano. Non penso che sia nelle migliori tradizioni della convivenza “accedere” ad un posto e presentarsi come il salvatore della patria di un reparto che lui stesso definisce “disastroso”.

Non entriamo nel merito, pure eccellente, di coloro i quali ogni giorno lavorano in quella clinica con dedizione e fatica, donando tutto il loro entusiasmo, la loro professionalità e spendendosi senza risparmio di energie, senza mai far pesare alle donne e alle famiglie che, di volta in volta, hanno usufruito dei servizi la transizione in atto dopo il trasferimento del professor Felice Petraglia all’Università di Firenze, che come ben sappiamo invoca tempi di assestamento.

Vogliamo ricordare al professor Zupi che l’Ospedale di Siena è il nostro ospedale, dove abbiamo fatto nascere i nostri figli, dove li curiamo e dove abbiamo un Dipartimento materno infantile di eccellenza, diretto da un  docente altrettanto di chiara fama, il professor Mario Messina.

Noi non abbiamo né ruolo né competenze per entrare nel merito delle questioni universitarie. Ma sottolineiamo, con forza, che presentare un ricorso è un diritto che lo Stato garantisce per legge.

Offrendo il nostro pensiero alla Sua riflessione, umilmente La invitiamo, professor Zupi, ad evitare esternazioni, che certo non gioveranno a creare un clima di collaborazione in reparto, perché il lavoro del medico, indipendentemente dalla specializzazione che ricopre, è un lavoro di interazione tra competenze e noi utenti dell’Azienda Ospedaliera Senese siamo molto preoccupati quando in un reparto si creano fratture e incomprensioni. Vincere un concorso, essere professore ordinario non legittima nessuno a denigrare i colleghi con cui si dovrà andare, necessariamente, a lavorare.

Noi chiediamo rispetto per chi c’è stato, ma chiediamo anche che chi è accolto dall’Università di Siena assuma un atteggiamento cortese, gentile, riconoscente e, perché no?, umile.

L’umiltà, professor Zupi, è una virtù, e la comprensione è un talento che dovremmo sempre coltivare. Buon lavoro dall’Associazione “Noi Siena”.

David Chiti – presidente Associazione Noi Siena