Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Lettera agli esternalizzandi Mps di Milano

"E se provassimo a difenderci? Da soli. Noi 1085?"

SIENA. Caro ilcittadinoonline.it,
vorrei rispondere alla lettera ( Lettere – 15/11/2013 15:43, Mps Milano: gli esternalizzandi trasecolano) del gruppo di esternalizzandi di Milano.
“Cari colleghi esternalizzandi di Milano,
grazie, intanto, per esserci e partecipare.  Nella Vostra lettera citate le dichiarazioni rilasciate dall’ad di Banca Mps, Viola,  al Corriere della Sera.it del 14 u.s., articolo  che vale la pena di leggere per come  trattano l’ “operazione”. Altro che prenderci in giro!
Proviamo a distogliere l’attenzione dal chiederci (mi riferisco al commento si “saraanna”) quanto e se un commento sia idiota (perchè quell’unico e ripetitivo commento ha solo uno scopo e lo ottiene quando voi lo considerate; è uno, uno solo, ed il rapporto è uno a 1085. Ok?
Proviamo ad evitare di pensare ad una querela (se a questo allude “DIAMUTENE”) per dare un volto a questa idiozia. Lo so, la tentazione è forte, ma i nostri problemi sono altri.
Proviamo infine a non chiederci se ci stanno prendendo in giro, perchè stanno facendo qualcosa di molto serio: ci stanno rovinando la vita.
E se provassimo a difenderci? Da soli. Noi 1085. Essere noi un  Sindacato, il sindacato dei 1085 esternalizzati Mps, è una concreta possibilità e le iscrizioni sono aperte, ma non basta versare 8 euro al mese su un c/c. Questa volta serve fare di più.
Ce la sentiamo? Fatemi sapere.
Giorgio Di Crescenzio (*) – Cub Sallca Mps
giorgio.dicrescenzio@vodafone.it

(*) Sono un esternalizzato ( dal 27 giugno 2012 in pectore) da Banca Mps per requisiti di età, grado, mansioni e funzione.
Come dire: troppo vecchio, troppo costoso, troppo inutile e troppo non-funzionale.Questa la sintesi aziendalistica da subito passata con il plauso di tanta politica (quella di regime), di tanto sindacato (quello colluso con la politica ed il regime), di alcuni colleghi non-esternalizzati (e, perlopiù, sindacalizzati) e di parte dell’opinione pubblica. Le cosiddette “forze sociali” giusto?
Sono daccordo con voi, colleghi di Milano, quello che scrivete è tutto vero. Quindi? Cosa possiamo fare? Cosa facciamo? Io mi riconosco nell’ immagine del 50enne troppo vecchio per il lavoro e troppo giovane per la pensione. E allora? Cosa posso fare ora, subito? Non solo e non tanto per me, ma anche per tutti gli altri che mi hanno preceduto e che mi seguiranno. Mi sono iscritto,  a marzo di quest’anno, ad un sindacato di base, la CUB SALLCA;  in questi mesi ho cercato di tenere uniti più colleghi che ho potuto, convinto che in 1085 qualcosa la potremmo fare, convinto del dovere, per noi 1085, di unirci agli altri di Unicredit già esternalizzati; di rivendicare (con umiltà e facendoci carico della scontata impopolarità) i diritti di lavoratori di altre categorie fino ad oggi più penalizzate di quella dei bancari; di rivendicare i diritti dei nostri figli studenti e precari e quelli dei nostri genitori pensionati e malati.
Dove siamo 1085? Dove? Se la mobilitazione ha un costo (non solo economico) il nostro immobilismo ci condannerà a costi insostenibili. Lamentarci senza dar seguito alle nostre parole non cambierà la considerazione finora riservataci.”