“Ius Soli”: Apolloni (Sena Civitas) scrive a Mattarella

La richiesta è che non venga approvata la legge dello "ius soli". "Non è questa attuale l’Italia per la quale i miei genitori ed io ci siamo affaticati"

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a margine del suo messaggio di fine anno dal Palazzo del Quirinale, Roma, 31 dicembre 2016. ANSA/UFFICIO STAMPA QUIRINALE-PAOLO GIANDOTTI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il professor Oliviero Apolloni di Sena Civitas ha scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sul tema dello “ius soli”

“Al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ONOREVOLE SERGIO MATTARELLA

Lettera aperta

Le scrivo come al nostro pater familias. Le chiedo di intervenire, perché non venga approvata la legge sullo “ius soli”. Ad una tale legge manca il necessario contesto. Non si tratta di concedere o negare la cittadinanza a dei bambini. Cosa dovremmo pensare, allora, per i tanti luoghi condizionati da camorra, ‘ndrangheta e mafia? Quale cittadinanza riserviamo a tanti nostri fanciulli e famiglie?

Costituisce, peraltro, ingerenza il fatto che la Chiesa l’abbia suggerita, come ha ricordato Monsignor Galantino (telegiornale Rai1, domenica 18 giugno 2017). La Chiesa nasce e vive per compiti altri da quelli dello Stato. La Repubblica ha propri compiti e proprie vie per perseguirne la soddisfazione.

Il conflitto che ha accompagnato la nuova legge e la discussione alla Camera lo comprova. Abbiamo già attiva una buona legge, per rispondere a come formare alla cittadinanza gli stranieri immigrati: verifichiamone gli esiti ed eventualmente miglioriamola, anche nel confronto con gli altri Paesi europei.

Non è questa attuale l’Italia per la quale i miei genitori ed io ci siamo affaticati. Si mira ancora ad impoverire gli italiani: certo un popolo di risparmiatori o di benestanti si governa meno facilmente di una popolazione di poveri ed indigenti; certo un popolo di immigrati sradicati e di giovani privi di memoria (la vicenda vaccinazioni insegna) si manipola facilmente ed in tal modo si asservisce.

Non sono molti gli Italiani e vanno diminuendo per la dissoluzione perseguita dell’istituzione familiare, ma hanno conquistato un buon livello di cultura, di coscienza civica, di aspettative. Abbiamo una storia ricchissima ed una serie di patrimoni (ambientale, urbano, artistico) inimitabili ed irripetibili. Siamo gli eredi del diritto romano e di quello germanico che ci si innestò. Risultiamo per natura creativi come nessun altro. Servono una classe politica e dinamiche politiche nuove, nel senso che siano capaci di governare questi buoni livelli, queste eredità, queste qualità. Il mondo del civismo è serbatoio di una tale possibilità. Dietro proposte come quella relativa allo “ius soli” c’è soltanto una cessione che non va a favore del necessario benestare degli italiani.

Non ho studiato, lavorato, operato per questo declino del nostro Paese. Neanche Lei. Come non vedere che l’aver trascurato i nostri migliori costumi e l’aver permesso la sostituzione del nostro stile misurato di vita con modelli effimeri, edonistici e consumistici, ci ha condotto sulla via di un crescente declino? Una teoria di grandi intellettuali e di brillanti giornalisti analizza da tempo i nostri mali e le inadeguatezze dei politici nostrani a curarli, mentre essi si lasciano guidare da ambigui interessi di livello internazionale.

Le chiediamo, Onorevole Presidente della Repubblica, di esprimere una sollecita e chiara disapprovazione nei confronti di quanti al Governo attualmente mostrano eccessiva sollecitudine nell’introdurre novità pericolose per la nostra società (ius soli), ignorando la verifica di quanto prodotto dalle norme già vigenti, enfatizzando aspetti emotivi, a scapito della razionalità che è necessario guidi i governanti. Altre sono le nostre urgenze. Sta a Lei richiamarle all’ordine del giorno, affinché su di esse si selezioni in fretta la classe di coloro che possono servire il nostro bene comune.

Prof. Oliviero Appolloni

Sena Civitas – SIENA

  • Antoniob

    Com’è caduta in basso Siena che un tempo aveva un cuore più grande delle porte che apriva a chi veniva da noi! E che cuori rinsecchiti ci sono oggi che vogliono lasciare bambini e ragazzi che sono nati sul nostro suolo , in un limbo, una terra giuridica di nessuno! In un Italia che l’anno scorso è diminuita di 150.000 persone si ha paura di venire “contaminati” nella nostra “purezza” da giovani che spesso parlano l’italiano meglio di noi(dei nostri genitori e nonni di certo)!