Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

“In Mps uno smartphone aziendale non si nega a nessuno”

Lettera di un sindacalista contro lo sperpero nella banca senese

SIENA. Gentile direttore,

In questo periodo in cui va prestata particolare attenzione ai “costi”  mi permetto di fornire un utile suggerimento volto alla riduzione di costi inutili  in BANCA MPS SPA (si pensi ai trasferimenti per eliminare l’indennità pendolarismo….). Mi riferisco agli apparati di telefonia mobile concessi ai dipendenti.
 
Risultano tutt’oggi assegnati  smartphone in leasing e relativa sim con contratto a dipendenti che svolgono attualmente una mansione per la quale le normative interne non prevedono l’assegnazione di uno smartphone.
Talvolta la Direzione ha PAURA di ritirare lo smartphone che magari il dipendente ha da 10 anni!!!!.
Esempio: ex titolari, ex settoristi, ex gestori, ex segment, addetti  ecceter,  che attualmente hanno una mansione per la quale non è prevista l’assegnazione di smartphone.
 
Quindi sarebbe da affidare specifico e tempestivo incarico ai GESTORI DELLE RISORSE UMANE al fine di verificare se gli assegnatari hanno una mansione tale da avere in dotazione lo smartphone; che, tra l’altro si configurerebbe come un fringe benefit anche se di modico valore e soggetto a TASSAZIONE:
 
N.B. L’Agenzia Entrate parte dal principio di omnicomprensività, in applicazione del quale
“…tutte le somme ed i valori in genere a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro” costituiscono reddito imponibile per il dipendente… “
 
Si consideri il costo di noleggio dell’apparato, la possibilità di cambiarlo ogni 24 mesi, il canone mensile eccetera… Tutte spese che la Banca potrebbe risparmiare e indirizzare ad altre voci di spesa attualmente prive di copertura (esempio: PULIZIA DEI LOCALI!!!)
 
Oppure, per equità, SIA DATO LO SMARTPHONE CON SIM AZIENDALE  a TUTTI!!!!
 
Grazie per l’attenzione. Buon lavoro.
 
Lettera firmata