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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Il circolo Arci alla Tozzi crea malcontento. Parola di Milani e Bandini

SIENA. L’inaugurazione del circolo ARCI XXV aprile, nei locali ristrutturati della scuola elementare Tozzi, mentre i genitori degli alunni continuano a sottolinearne l’inopportunità e raccolgono firme in senso ostativo, impone alcune considerazioni in merito alla decisione dell’amministrazione comunale.

Già nel 2002, al momento dell’approvazione del progetto per la realizzazione di un centro civico nei locali della Tozzi, il centrodestra e l’allora consigliere comunale della Margherita Pierpaolo Fiorenzani, espressero parere negativo, nonostante le dichiarazioni del consigliere Fabio Lapisti, capogruppo dei DS, che a nome di tutta l’amministrazione comunale prendeva pubblicamente impegno che il Centro Civico sarebbe stato gestito dal Comune o dalla Circoscrizione.

Le motivazioni del parere negativo erano e restano di vario genere, a cominciare dalla cifra ingente di circa 200.000 euro per l’adeguamento dei locali e dalla palese inopportuna commistione tra le funzioni educative scolastiche e quelle di un centro civico.

Oggi si apprende, a seguito di una discutibile delibera di giunta, che il Centro Civico è diventato un circolo ARCI, associazione privata cui vengono pretestuosamente assegnati i compiti della realizzazione di alcuni eventuali progetti della Circoscrizione.

Il tutto per un canone di 40 euro mensili a fronte di una superficie di circa 110 metri quadrati e di una spesa sostenuta per l’adeguamento dei locali di circa 200.000 euro.

E’ evidente come l’amministrazione comunale abbia compiuto una scelta sbagliata, in dispregio della volontà dei genitori e degli stessi alunni della scuola Tozzi, nascondendosi dietro fumose promesse di garanzie che nel tempo resteranno disattese, come disattesi sono stati gli impegni assunti nel 2002 dal capogruppo DS.

Ed è altrettanto evidente che l’amministrazione comunale in essere, o per dabbenaggine o per delirio di onnipotenza, continua a gestire il patrimonio dell’intera comunità civica come se fosse cosa propria.

Massimo Bandini e Agostino Milani, consiglieri comunali