Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Gli “incontri riservati” di Migliorino

Siena a 5 Stelle censura il comportamento del parlamentare di M5S

Siena, 10.10.2019
COMUNICATO STAMPA
Avevamo per caso intercettato il passaparola di una chat relativa al lancio, da parte del portavoce in Consiglio regionale Giannarelli, di un fitto programma di incontri in tutti i 10 capoluoghi della Regione. L’invito era indirizzato a tutti gli attivisti dei Meetup con preghiera di ampia partecipazione, per cui sembrava – nella regola del Movimento – aperto a tutti i Cittadini.
Però a Siena, dove l’incontro era programmato per il pomeriggio del 6 ottobre in un albergo della periferia, nessun attivista aveva ricevuto comunicazioni in proposito. Pensando a un disguido informatico, abbiamo cercato di avvisarli noi per le vie brevi. Così all’appuntamento, oltre a una scarsa rappresentanza degli altri comuni del Senese, c’erano anche alcuni attivisti del comune di Siena, regolarmente iscritti al Meetup e a Rousseau, interessati a superare alcune incomprensioni del passato e rilanciare il Movimento a Siena.

L’incontro è cominciato con un ritardo di oltre mezzora con l’arrivo dell’onorevole Migliorino e del Giannarelli, i quali si sono subito premurati di cacciare giornalisti e fotografi, perché quello era un incontro privato (pagato di tasca sua, come ha tenuto a precisare Migliorino). Pare che esistesse anche una lista degli invitati non comprendente gli attivisti del comune di Siena, i quali, perciò, sono stati cacciati. Probabilmente c’era un certo imbarazzo, dopo oltre un anno e mezzo dalle ultime apparizioni sul territorio, ad affrontare certi temi (vedi per esempio il presumibile interesse dei senesi a conoscere i motivi – mai resi noti nonostante le ripetute “suppliche” – della mancata certificazione della lista senese a partecipare alle comunali del 2018).
Quindi Migliorino con fondi pubblici (perché tali sono i 12/13 mila euro di indennità che riscuote mensilmente) organizza riunioni politiche “private” in cui i partecipanti, selezionati dall’alto in base a chissà quali criteri, hanno diritto a ben “due minuti” per intervenire (alla faccia della democrazia tanto sbandierata in passato ed oggi totalmente scomparsa dal lessico dei portavoce).
Quando Di Maio parla di “politica del cambiamento” neanche si rende conto dell’auto-ironia, perché in realtà quello che sono riusciti a cambiare non è il Paese, ma il M5S. E parecchio in peggio.

Gruppo cittadino “Siena a 5 stelle”