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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Forza Italia chiede spiegazioni sul PCI

SIENA. La storia delle amministrazioni di sinistra ci ha regalato dal 1992 Piani Regolatori particolareggiati, varianti di vario tipo, piani delle funzioni, del colore, di recupero ecc., finché siamo giunti ai nostri giorni con l’ultimo deliberato: “Piani Complessi d’Intervento” che in sigla si pronunciano, forse con un po’ di loro nostalgia, “P.C.I.”.

Si tratta, riferito a Siena, di tre iniziative immobiliari, del valore stimato in diverse centinaia di milioni di euro: Renaccio, Novartis, Stadio e cittadella dello sport.

Sono già note le nostre posizioni in merito che complessivamente non contrastano ma puntualizzano e limitano. Non entriamo quindi nel merito delle scelte (riservandoci ulteriori interventi ) ma vogliamo evidenziare il metodo messo in atto che la dice lunga sulla mentalità e le modalità operative..

Le tre delibere approvate dal Consiglio Comunale (P.C.I.) palesano come si intendano percorrere scorciatoie, ignorando la Legge regionale e le puntuali e chiarissime osservazioni fatte dai nostri Consiglieri Comunali.

In pratica è stata scelta una procedura che, se posta oggi in atto, diventa illegittima in quanto tenta di aggirare la Legge Regionale n. 1 che è operativa dal 2005 e che in proposito è molto chiara.

Una volta approvato il Piano Strutturale (approvato a Siena nel 2007), l’Amministrazione Comunale dovrà dotarsi del Regolamento Urbanistico quale strumento urbanistico necessario per l’attuazione del Piano Strutturale stesso.

La Legge dice altresì che gli interventi edilizi più complessi possono (e non devono), essere sottoposti ad un ulteriore regolamentazione attraverso lo strumento dei citati PCI. Questa regolamentazione di secondo livello dovrà integrare il Regolamento Urbanistico per quelle iniziative che verranno individuate come da sottoporre ai PCI.

Siamo quindi di fronte ad una opzione non obbligatoria che comunque, se messa in atto, deve integrare il Regolamento Urbanistico che a sua volta però “è obbligatorio” e che per essere integrato “deve esistere” e, quello che più conta, “essere operativo”; quindi approvato.

Integrare significa infatti: completare, terminare, perfezionare e per far questo è necessario che qualcosa vi sia.

Nel nostro caso però il Regolamento Urbanistico deve essere adottato e poi approvato con possibili modifiche nel corso della sua approvazione definitiva; questo fatto potrebbe comportare una discrasia con alcune delle norme contenute in ciascuno dei tre Piani Complessi d’Intervento creando un paradosso. Non si darebbe luogo all’integrazione prescritta dalla Legge Regionale; l’integrazione per sua natura, infatti, non può essere che posteriore all’atto da integrare.

E’ come se si costruisse una casa senza un progetto, chiedendone già le varianti.

A questo punto ci domandiamo il perché di tanta fretta.

Forza Italia (PdL) Coordinamento Comunale di Siena