Fiab: “Codice della strada: una modifica pericolosa”

"Obbliga i Comuni a consentire “in ogni caso” a tutte le auto elettriche e ibride la circolazione nelle Aree Pedonali e nelle ZTL"

SIENA. Nella Legge di stabilità appena approvata, il Governo, che si autodefinisce “del cambiamento”, ha inserito una modifica pericolosa al Codice della Strada: il comma 103 dell’art. 1, che obbliga i Comuni a consentire “in ogni caso” a tutte le auto elettriche e ibride la circolazione nelle Aree Pedonali e nelle ZTL.

A nostro parere, questo intervento è una mostruosità che riporta indietro il Paese di almeno 50 anni, cancellando i risultati raggiunti in decenni su mobilità sostenibile e tutela di piazze e strade delle città italiane, a danno di abitanti, commercianti, turisti, monumenti, e della sicurezza delle persone.

Cosa né sarà dei centri storici medioevali dei paesi della Toscana, protetti da ZTL e aree pedonali, invasi dal traffico e parcheggio selvaggio di macchine a trazione elettrica o ibrida (le ibride hanno anche il motore endotermico). Immaginate il centro storico di Siena, sito UNESCO dal 1995, percorso da autovetture di qualsiasi provenienza.

Siamo di fronte ad una norma che entra a gamba tesa nella regolamentazione del traffico nei centro abitati, prerogativa dei Comuni, che con autonome deliberazioni provvedono a regolamentare la mobilità cittadina, istituendo all’occorrenza Aree Pedonali e ZTL, tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza dei cittadini, sulla salute, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio.

E’ questo il cambiamento? Questa nuova norma ci sembra piuttosto un ritorno al passato con la motorizzazione privata che occupa ogni spazio urbano. Dov’è finito l’impegno alla “dieta del traffico”, ossia a togliere auto dalle città per renderle di nuovo vivibili e sicure, sottoscritto da tanti candidati di diversi partiti, compreso il vicepremier Di Maio, in campagna elettorale?

La nostra Associazione condivide la necessità espressa da molti Enti e Associazioni di cancellare immediatamente questa norma, e ci aspettiamo che tutte le Amministrazioni Comunali, di qualsiasi colore politico, rivendichino la loro autorità nelle scelte sulla mobilità cittadina e la tutela dei centri storici.

Fiab Amici della Bicicletta di Siena