Diamo strada alle persone: le associazioni e la viabilità

L’obiettivo di chi amministra le città non può più essere quello di far muovere le automobili, ma di far muovere le persone

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SIENA. Nelle città italiane, le strade rappresentano l’80% dello spazio aperto accessibile e la prima cosa che cittadini  e amministratori devono chiedersi è quale funzione deve avere questo spazio. Nel corso del XX secolo si è deciso di dedicare questa parte di spazio urbano alle automobili, mentre i cittadini sono stati confinati nel restante 20%.

I nuovi sviluppi imposti dalle linee guida europee per i PUMS, i crescenti livelli di inquinamento, l’aumento del traffico veicolare, le patologie causate dalla mancanza di attività motoria e la perdita di indipendenza dei bambini stanno costringendo le città a rivedere i propri criteri di utilizzo dello spazio pubblico per ribilanciare il rapporto tra persone e automobili in un paese come l’Italia che ha tra i più alti tassi di motorizzazione al mondo (65 auto per 100 abitanti).

Si tratta di un percorso iniziato in Italia e in Europa nel 1962 quando Piazza del Campo a Siena fu trasformata da un gigantesco parcheggio a una delle più grandi attrazioni turistiche del mondo che oggi alimenta l’economia della città e la ravviva. Il caso senese è stato mutuato in tutto il mondo dimostrando che gli interventi di pedonalizzazione garantiscono maggiore vivibilità, maggiore turismo e maggiore economia per il commercio al dettaglio.

Questo cambio può avvenire solamente nel momento in cui le città, i suoi abitanti, gli operatori economici e gli amministratori si rendono conto che chi compie acquisti, chi vota, chi rende viva la città non sono le automobili ma le persone e che solamente ribilanciando il rapporto tra auto e persone si possono avere dei risultati benefici.

Nel XXI secolo l’obiettivo di chi amministra le città non può più essere quello di far muovere le automobili, ma di far muovere le persone e metterle in condizioni di vivere al meglio, di lavorare meglio, di essere più produttive, ma soprattutto di ridurre il tempo perso in mezzo al traffico.

 

Associazione Club Città 30 e Lode

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