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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Decreto Gelmini: quelli che non aderiscono alle proteste

"Non tutta l'Università vuole protestare contro il Ministro Gelmini. La maggioranza degli studenti vuole seguire le lezioni in aula, non su un prato o per strada o accovacciati su una scala e davanti ad un docente,  non davanti ad un assistente come spesso accade. Tutto il resto è una protesta  strumentale di "Signori" che non vogliono perdere privilegi e dei propri "vassalli", afferma Roberta Spada, presidente di Azione Universitaria Siena

"Non è vero che ci sono "tagli a vanvera senza distinzioni": per quest'anno non è previsto nessun taglio al Fondo Finanziario Ordinario, continua, non è vero che si "vuole uccidere l'Università statale": ai sensi della legge 133 i Senati Accademici avranno la facoltà (e non l'obbligo) di deliberare la trasformazione dell'Università  in Fondazione. In quest'ultima ipotesi, gli Atenei potranno usufruire dei finanziamenti privati ed avere la garanzia di costruire un concreto ponte nel mercato del lavoro avendo però la possibilità di limitare e determinare le condizioni di accesso dei privati  nello statuto, nei regolamenti di amministrazione e di contabilità che devono essere approvati contestualmente alla delibera di trasformazione. In ogni caso, la trasformazione e gli statuti sono subordinati all'approvazione del Ministero dell'Università poiché lo Stato si assume il compito di vigilare sulla corretta gestione degli Atenei che, quindi, non diventeranno satelliti delle aziende. Anche nel caso delle Fondazioni, inoltre, resta fermo il finanziamento pubblico, quindi gli Atenei vengono potenziati non danneggiati.

Non è vero che si vuole penalizzare la ricerca: il problema della ricerca oggi non è quanto ma come si spendono le risorse soprattutto a fronte di una classe docente che impedisce ai ricercatori di avanzare di carriera facendo da tappo e che sceglie i propri "adepti" senza una selezione meritocratica ma ancora legata a "logiche feudali".

Il problema principale dell'Università italiana sono le baronie che ancora regnano sui nostri Atenei rendendoli dei Feudi inespugnabili e causando la fuga di cervelli all'estero.

Se salteranno le cerimonie di apertura, non piangerà nessuno: avremo un occasione in meno per veder sfilare "ermellinati" e un'occasione in più per risparmiare"

Roberta Spada

Azione Universitaria Siena