Cento idee per la pace: “Il Palio doveva essere evitato”

"I senesi riflettanno sul fatto che la Festa va difesa"

SIENA. Il Palio straordinario del 20/10/2018 non poteva essere più drammatico: 8 fantini caduti e un cavallo abbattuto hanno riacceso a livello nazionale ed internazionale polemiche che non possono non nuocere alla città. Ovviamente, ciò che è accaduto non poteva essere previsto, ma questo Palio “fuori stagione”, che ha diviso le Contrade e la cittadinanza tra favorevoli e contrari, poteva e doveva essere evitato.

Fino ad oggi, ci era sembrato opportuno non esprimere la nostra opinione proprio per il rispetto che nutriamo verso la città e le sue tradizioni:alcuni di noi, senesi da generazioni, conoscono perfettamente la complessità della Festa e ciò che significa per la cittadinanza.Tuttavia, ci era sembrata da subito inaccettabile la proposta (oltretutto giunta quasi a fine agosto) di un Palio che celebrasse la fine di un conflitto che tutti gli studiosi ritengono uno dei più spaventosi drammi del Novecento, presentato dai promotori non come “un’inutile strage” ma come un elemento basilare della nostra identità nazionale. Da convinti pacifisti, riteniamo che ogni guerra, al contrario, spezzi i legami sociali e lasci ferite profonde e difficilmente rimarginabili all’interno di una comunità. Il primo conflitto mondiale è stato un’immane carneficina, in cui migliaia di giovani italiani sono morti senza sapere perché. I loro sentimenti, più che dalla Canzone del Piave erano senza dubbio quelli espressi da un canto popolare che, ancora negli anni Sessanta del secolo scorso, scandalizzava i benpensanti per la sua crudezza e veridicità: “Gorizia”.

Con amarezza e sincero dispiacere, non possiamo non rilevare che, al di là delle reiterate dichiarazioni ufficiali, questo Palio ha assunto un valore politico ben chiaro: rilanciare valori di stampo nazionalista e militarista nei quali non ci riconosciamo e che, a ben vedere, sono del tutto estranei anche alla nostra Costituzione (basti pensare allo straordinario articolo 11). Il nostro breve intervento non vuole aggiungere ulteriore alimento al fuoco delle polemiche; semplicemente vorremmo che i senesi, giovani e meno giovani, riflettessero sul fatto che le propria Festa va difesa da ogni tipo di strumentalizzazione politica. Solo così essa potrà essere salvaguardata, conservandone lo spirito autentico: del resto le Contrade, che non a caso si definiscono consorelle, sono nate come associazioni di mutuo soccorso, ispirandosi quindi a quei valori di collaborazione e solidarietà che sono essenziali per ogni comunità.

Cento idee per la pace – Siena