“Carige e le differenze coi provvedimenti ammazza-risparmiatori”

Giorgianni (Vittime salvabanche) commenta il salvataggio

Letizia Giorgianni

AREZZO. Davvero nauseante vedere esponenti del vecchio governo fare la morale a quelli che oggi salvano Carige ponendo garanzie statali. Così come non aveva troppo senso, ai tempi del default delle prime 4 banche, prendere prese di posizioni radicali sull’utilizzo o meno di soldi di Stato per il salvataggio delle banche.
Che ci piaccia o no, in Italia il sistema bancario è gravemente malato, e le banche si salvano, anche coi soldi pubblici, purtroppo, perché le ricadute sistemiche del fallimento sarebbero incalcolabili, in un Paese come il nostro, con la crescita a zero.

Il vero problema è che le banche si salveranno pure ma non si risolverà nulla, se non si decide una volta per tutte di mettere davvero in sicurezza il sistema bancario. 
E per farlo occorre prendere coscienza dei veri problemi che affliggono il sistema:

– Il cattivo funzionamento di Consob e Banca d’Italia
– l’inefficienza della magistratura nel punire i colpevoli di reati bancari (ex amministratori delle banche che ne hanno provocato il fallimento)
– la questione degli NPL ipersvalutati che troppo spesso diventano un regalo appetibile per accontentare qualche amico.

Riformiamo una volta per tutte questo sistema diventato ormai perverso e davvero lo Stato non dovrà più sborsare un euro.

Un piccolo inciso: il vecchio Governo aveva salvato le banche e azzerato i risparmiatori, adesso si pongono “garanzie statali” per salvare i risparmiatori (facilitando così un’acquisizione che altrimenti non ci sarebbe stata). 
Davvero non si nota la differenza?
 
Letizia Giorgianni
Associazione Vittime del Salvabanche