Apolloni torna a parlare del Monumento ai Caduti delle Guerre di Indipendenza

L'opera dello scultore senese Tito Sarrocchi è stata trasferita in passato da Piazza Indipendenza al giardino tra via Pannilunghi e via Fruschelli

Il MONUMENTO AI CADUTI NELLE GUERRE DI INDIPENDENZA, opera dello scultore senese Tito Sarrocchi
 
Tre gradoni ottagonali fanno da piedistallo al basamento, pur esso ottagonale (le cui facce alternano superfici di ampiezza diversa), sopra il quale, bellissima, sta una donna, simboleggiante l’Italia, che stringe sulla mano sinistra lo scettro, mentre con la destra fa l’atto di deporre una corona sopra un leone ferito e morente disteso ai suoi piedi. Sulla corona è scritto “Ai prodi senesi per me caduti”.
 
Il monumento venne inaugurato il 20 settembre 1879.
 
Ne hanno già parlato, oltre allo scrivente, Maura Martellucci e Roberto Cresti. Nel 2011 fu interessato da interventi di restauro su iniziativa del sindaco Cenni.
Già allora si sentiva esser venuta meno la ragione per cui la statua era stata trasferita da Piazza Indipendenza nel giardino tra Via Pannilunghi e Via Fruschelli.
 
L’opera del Sarrocchi continua a risentire negativamente dell’attuale collocazione marginale riservatagli. Ultimamente è stata rovinata dalla caduta, dovuta al maltempo, di un grande albero che gli era vicino. Il nero ha conquistato buona parte della superficie della statua simboleggiante l’Italia ed il Leone. Le scritte, quasi del tutto stinte, rendono molto ostica la lettura della memoria:
 
“AI VALOROSI DELLA PROVINCIA DI SIENA CADUTI NELLE GUERRE PER L’INDIPENDENZA ITALIANA” (sulla faccia orientale)
“QUESTO MONUMENTO ALLA MEMORIA DI CARI NOMI DEDICATO IL XX SETTEMBRE MDXXXLXXIX
AUSPICE LA SOCIETÀ SENESE DEI REDUCI DALLE PATRIE BATTAGLIE INSEGNA AI PRESENTI E AI FUTURI CHE ITALIA SDEGNOSA D’OGNI VILTÀ NON PIÙ SOPPORTA TIRANNIA DI PRINCIPI NÉ DOMINAZIONE DI STRANIERI”
(sulla faccia occidentale)
Segue, sulle due altre facce, la linea degli avvenimenti:
1848
1859
1860-61
1866
1867
 
Riprendiamo la testimonianza di Arrigo Pecchioli che, nel suo volume “Vecchia Città”, (pgg.63-64, La Croce del Travaglio, edizioni Il Campo di Siena, 1966), scriveva : “Bisogna avvicinarsi da Piazza Indipendenza, ove, sotto l’antica torre dei Ballati, sta la Loggia di Archimede Vestri (1837) cui faceva rispetto il monumento marmoreo all’Italia Unita di Tito Sarrocchi (1879), oggi in S. Prospero…”-
 
Non senza giustificazione scrivevamo il 4 novembre del 2016:
“Con tutti i discorsi che si fanno sulla memoria del nostro passato quale necessario presupposto della costruzione del futuro, come non avvertire una prova di ipocrisia o di leggerezza ignorante?
La statua chiede quasi di essere ricollocata in Piazza Indipendenza, nella “sua” piazza, nel “suo” contesto. Non è forse Siena la città del Buon Governo e dei mille richiami alle virtù civiche, oltre che a quelle teologali?”
 
Non resta che sperare nell’interessamento dell’attuale nuova Amministrazione. Perché Piazza indipendenza torni a coronarsi del proprio giusto monumento.
 
Oliviero Appolloni