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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Seggiani (Cgil): “Oltre 1 milione di ore di cassa integrazione”

Per il segretario provinciale occorre “confrontarsi fin da ora con Confindustria sul dopo”

Fabio Seggiani

a cura di Augusto Mattioli

SIENA. Un milione e passa ore  di cassa integrazione sono state chieste in provincia di Siena per i lavoratori di quei settori produttivi che il coronavirus ha messo in grave crisi.  E’ una prima stima di Fabio  Seggiani, segretario provinciale della Cgil che ha risposto ad alcune domande de “Il  Cittadinoonline”. “Difficile – aggiunge – avere ora un numero delle persone interessate”,  sottolineando già fin da ora che occorre “confrontarsi fin da ora con Confindustria sul dopo”.

Cosa state facendo in questi giorni così difficili?

Abbiamo aperture al pubblico contingentate. Stiamo lavorando dentro la nostra sede per rispondere alle richieste delle persone sul tema della cassa integrazione. Ci sono tante richieste , una enormità  provenienti da industria e da piccole imprese secondo quanto prevedono i provvedimenti del governo

Avete  dati  su quante persone sono interessate al ricorso alla cassa integrazione?

E’ difficile dirlo ora, avere un quadro complessivo- Ci sono sollecitazioni da tutte le categorie. Il numero è da spavento.  Nel senese siamo ad una richiesta di cassa integrazione di oltre un milione di  ore”,

Quali sono i settori maggiormente in crisi?

Non ci piove,  è il turismo, letteralmente raso al suolo con le disdette che hanno raggiunto il 99% e hanno interessato piccole e piccolissime aziende. Poi c’è il manifatturiero non considerato come essenziale. Comunque stiamo aspettando l’accordo  tra sindacati  e governo  sul tema delle attività da non considerare essenziali. In provincia di Siena ci sono 200 aziende che hanno chiesto la deroga.  Ma contro il contagio, in questa emergenza, le maglie occorre stringerle. Se si contiene il virus   si riesce a  ripartire prima”.

 E dopo?

 Dopo ci sarà da governare come si intende appunto ripartire. Pensiamoci già fin da ora. Questa crisi è un vero e proprio spartiacque per la  nostra economia. Bisognerà puntare sulla prevenzione totale , non solo sanitaria, investire con uno sguardo nuovo  su cosa dovrà essere l’economia e l’apparato industriale. Preferirei che Confindustria  si confrontasse già da ora sulla ripartenza, su  una nuova visione”.