Mps: considerazioni dei sindacati sul piano di ristrutturazione

Osservazioni sulle ricadute sul personale e sul territorio senese

SIENA. All’indomani della presentazione del Piano di Ristrutturazione del Gruppo MPS riteniamo sia necessario esprimere alcune osservazioni in merito alle ricadute sul personale e sul territorio senese.

Pur consapevoli del difficile percorso che il Gruppo MPS dovrà intraprendere per ottenere risultati qualitativi di redditività, ci preme ricordare come il territorio abbia già pagato negli ultimi anni un prezzo altissimo in termini di occupazione e presidio a sostegno del tessuto economico.

I livelli occupazionali hanno infatti subito su Siena una pesante flessione, sia per quanto riguarda gli occupati diretti che indiretti a causa di un impoverimento collettivo che a cascata ha coinvolto non solo gli appartenenti al settore ma anche coloro che beneficiavano dell’indotto.

Per questo è necessario che la Banca mantenga il suo forte legame con il territorio in termini di centri decisionali e sostegno all’economia locale.

Il piano di ristrutturazione approntato dall’AD, che prevede tra l’altro ulteriori sacrifici che vanno ad aggiungersi a quelli già affrontati negli ultimi anni dai lavoratori, non può essere incentrato esclusivamente sul taglio dei costi ma deve contenere elementi di rilancio economico che consentano di mantenere il ruolo strategico della Banca nel territorio.

L’auspicio dunque è che si vada verso una sana collaborazione tra tutti i soggetti, istituzionali e non solo, per non disperdere ulteriore valore in merito al futuro del nostro mondo sociale, culturale ed economico.

E’ ovvio che tale auspicio debba diventare patrimonio comune per coloro che hanno il compito di rappresentare gli interessi della nostra comunità, già orfana, purtroppo, di una Fondazione (originata proprio dalla Banca) che sosteneva il sociale in maniera diretta e costante, spesso sostituendo uno Stato che ha imposto tagli pesanti proprio agli enti locali.

Le Segreterie territoriali Confederali CGIL, CISL, UIL e di Categoria FISAC CGIL, FIRST CISL, UILCA UIL

  • mario

    ma queste tre sigle non erano quelle che nel 2008 elogiavano Mussari e Vigni per l’acquisizione di Antonveneta ????!!!! certo che la faccia come il……non gli manca

  • Marco Sbarra

    Ma se sono stati proprio i “centri decisionali” di Siena a provocare la catastrofe del Monte e in scia di tutto il territorio senese.
    Come si può parlare con una tale tronfia sfrontatezza?
    Questa è la riprova di come i sindacati del Monte facevano parte a pieno titolo di quel groviglio perverso che ha “deciso” il sacco di Siena.
    Lo scrivono nero su bianco, auspicando un “sano”‘ inciucio tra “tutti i soggetti istituzionali e non solo”.
    Roba da non credere. Quelli sono nostalgici dei tempi d’oro dei compagnoni Mussari e Vigni, di quando avevano il seggio d’oro in cda e in mille altre società del Gruppo e facevano il loro bravo dovere favorendo regolarmente gli interessi della banca anche quando questi facevano a a pugni con quelli dei dipendenti.
    Forti del fatto di non aver un minimo di dignità, provano continuamente a timbrare comunicati che secondo loro dovrebbero testimoniare la loro indispensabile opera di sensibilizzazione e di moral suasion.
    Fanno finta di non accorgersi, poverini, che scrivono solo emerite trombonate, simili a flatulenze stomachevoli..
    Il buon Lapalisse, il mitico Catalano inorridirebbero delle loro ovvietà farlocche.
    Di qui all’autunno caldo ne vedremo e ne leggeremo delle belle. I nostri sindacalisti da crociera stanno già predisponendo il terreno per lo srotolamento del tappeto rosso per Marco Morelli – dagli stessi già eletto salvatore del Monte – quando imporrà loro la firma del nuovo Piano industriale, che senza tema di smentite provocherà un’ulteriore gravissima ferita economica e un peggioramento delle già precarie condizioni ambientali e lavorative dei dipendenti.

    Credo di aver aver esaurito ormai tutte le formule di anatema per i miei carissimi bersagli sindacali, in particolare per il trio di riferimento, che ci ha voluto deliziare ancora una volta.
    Ormai credi di avere esaurito tutte le mie formule di anatema nei loro confronti.
    O forse una mi è rimasta: “Ve c’hanno mai mannato a quel paese?”