Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Fisac Mps Lecce: preoccupazione per il futuro della banca

"Il rilancio non può passare attraverso lo smembramento e il ricorso a ulteriori esternalizzazioni"

LECCE. Nei giorni scorsi si è svolta l’assemblea degli iscritti e simpatizzanti della Fisac Cgil di Lecce per discutere gli accordi sottoscritti il 31 dicembre scorso tra Banca Mps e OO.SS..
Sono stati oggetto di confronto e discussione, in particolare: l’accordo sul fondo esodi, sulla riduzione dei costi del personale, sulla sistematizzazione delle previsioni normative vigenti con riferimento al CIA, l’accordo sulla formazione, sulle assunzioni, il tema delle pressioni commerciali.
L’assemblea ha espresso riconoscimento per il lavoro svolto e per un percorso che segna l’inizio di un’inversione di tendenza rispetto al passato.
Il ripristino della base di calcolo del TFR e la possibilità di rivisitazione dei mutui a condizioni migliorative rappresentano la risposta concreta alla richiesta delle OO.SS, che, fin dall’inizio, avevano posto la necessità che da parte dell’azienda arrivasse un chiaro e tangibile segnale di miglioramento delle condizioni economiche e normative dei lavoratori, che andasse nella direzione dell’azzeramento dei sacrifici di tutti questi anni.
Delle perplessità, derivanti dall’incertezza normativa, perdurante anche dopo l’entrata in vigore del decreto, sono emerse rispetto all’accordo sul fondo, relativamente all’impatto della quota 100. Nello specifico, infatti, sebbene il decreto escluda l’applicazione delle disposizioni su quota 100 ai fondi bilaterali di solidarietà, l’accordo sul fondo non lo prevede esplicitamente, facendo riferimento alle previsioni normative vigenti al momento della
presentazione delle domande in materia di maturazione dei requisiti per il diritto ai trattamenti pensionistici AGO.
Si renderebbe opportuno, pertanto, un chiarimento a verbale, al fine di fugare qualsiasi dubbio ed escludere l’impatto della quota 100 per i lavoratori che, sulla base dell’ultimo accordo, sceglieranno di aderire al Fondo di solidarietà. A tal fine si invita l’azienda a procedervi quanto prima.
Sulle assunzioni, se da un lato si ritiene positiva l’apertura di uno spiraglio sul fronte occupazionale, dall’altro non si può fare a meno di rilevare che in presenza di dichiarate carenze di organico, i primi ad essere reintegrati dovrebbero essere i lavoratori di Fruendo, le cui sentenze in primo e secondo grado hanno confermato
l’illegittimità dell’operazione di esternalizazione. Tale circostanza dovrebbe chiamare ad un’assunzione di
responsabilità da parte di chi ha pensato e voluto l’operazione stessa, i cui costi, oggi, si stanno scaricando sui lavoratori e sulla collettività. Insieme ad una riflessione per il futuro, al fine di evitare che errori di questa portata si possano ripetere.
Forti preoccupazioni sono state espresse sul futuro della Banca, stante la situzione di precarietà lavorativa e il clima non positivo che vede spesso i lavoratori sottoposti a pressioni e minacce per il raggiungimento di obiettivi non coerenti con il mercato e con il contesto di riferimento. Gli obiettivi commerciali fissati nella recente riunione tenutasi a Lecce con il responsabile dell’Area, dr. Maione, aumentati rispetto all’anno precedente di oltre il 100%, non sono sostenibili e realizzabili, in un momento in cui si registra una recessione ed una contrazione che per l’economia italiana rappresenta il peggior risultato degli ultimi 5 anni.
Questi elementi rafforzano e confermano, al tempo stesso, i dubbi sulla concreta possibilità di realizzazione dell’attuale piano industriale 2017-2021, così come elaborato e approvato da BCE, Governo italiano e CDA.
Non si può continuare a pensare che il ritorno alla redditività di questa Banca possa passare attraverso scorrette pratiche commerciali che gli accadimenti del settore hanno condannato, mentre si continua a non voler affrontare il problema di un management che viene strapagato a fronte di risultati inesistenti, di costi elevatissimi sostenuti per consulenze, della mancanza di una visione strategica che salvaguardi la tenuta complessiva della Banca e di tutti i suoi lavoratori.
Per questo motivo le fughe in avanti di un solo territorio (quello senese), nella persona del Sindaco, destano preoccupazioni e al tempo stesso il dubbio che, rispetto ad una banca di rilevanza nazionale, l’obiettivo non sia quello di tutelare tutti i territori, ma solo gli interessi del tessuto sociale senese e toscano.
Il rilancio della banca non può passare attraverso lo smembramento della stessa e il ricorso a ulteriori processi di esternalizzazione e, in quest’ambito, si ritiene che la cessione di un asset strategico come il Consorzio (peraltro non prevista dal piano industriale 2017-2021) metterebbe a serio rischio la tenuta complessiva della Banca e le
prospettive occupazionali dei lavoratori tutti.

Segreteria Provinciale
Rsa Banca Mps
Fisac Cgil Lecce