Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Filca Cisl: “L’edilizia toscana è in ginocchio”

Oltre 600 edili a Roma per lo sciopero nazionale del prossimo 15 marzo

FIRENZE. Nella crisi dei settori produttivi della nostra Regione, purtroppo il settore delle costruzioni sta giocando un ruolo fondamentale. Gli ultimi anni, infatti, sono stati contraddistinti da un numero altissimo di lavoratori edili espulsi dal mercato e dalla scomparsa di centinaia di aziende di costruzioni.

Centinaia di progetti cantierabili, ma ancora bloccati a causa di ritardi dei finanziamenti statali, per un valore, nella sola Toscana, che sfiora i circa 4 miliardi assegnati appunto dal bilancio regionale ad infrastrutture o interventi per la mobilità. Progetti infrastrutturali pronti ad essere realizzati ma bloccati in attesa delle risorse statali o di ulteriori fantomatici project review.
Come Filca, lo diciamo ormai da tempo che fare le infrastrutture costa, ma non farle costa di più, perché significa far arretrare il Paese e mettere a rischio la sicurezza dei cittadini.
Portare avanti le infrastrutture già avviate e cantierizzate vuol dire mandare avanti quelle piccole e grandi opere previste appunto nella nostra regione nei prossimi 5 anni che consentirebbero di creare circa 15.000 posti di lavoro tra diretti ed indiretti, aumentando il Pil della Toscana.
Basti pensare al sottoattraversamento di Firenze, agli interventi di adeguamento dell’A11, al completamento delle terze corsie A1,  alla Tirrenica, alla viabilità di interesse regionale e al sistema tramviario.
A livello nazionale, secondo uno studio della Filca Cisl, il valore dell’edilizia nel Pil nazionale è passato dall’11,5% del 2008 all’8% attuale. Nello stesso periodo il valore delle costruzioni nel Pil è crollato dal 29% al 17%, con una riduzione di 36 miliardi di investimenti nelle nuove costruzioni residenziali, di 15 miliardi in quelle non residenziali e di 26 miliardi in opere pubbliche. Lo sblocco dei cantieri, circa 600 in Italia, consentirebbe 350.000 assunzioni, di cui 15.000 in Toscana.
Nella nostra regione, dal 2008 sono andati in fumo circa 30.000 posti di lavoro, il 50% della forza lavoro; i lavoratori a partita Iva sono ormai il 49% degli occupati, dal 2009 al 2017 i permessi a costruire sono diminuiti per gli edifici residenziali in Toscana del 48,7% e i bandi di gara sono passati nell’ultimo decennio da 1589 nel 2008 a 785 nel 2017.
I dati della Cnce (Commissione nazionale paritetica per le casse edili), dimostrano come l’edilizia in Toscana non sia ancora in ripresa: nel 2016/2017 e 2017/2018, la massa salari delle casse edili perde lo 0,95% con -3,07% di ore lavorate, -3,16% di imprese iscritte e -1,44% di lavoratori iscritti nelle casse edili. Nella nostra regione ci sono decine di migliaia di addetti che non riescono a rientrare nel mercato del lavoro.
L’allarme è forte per il rischio che un insieme di fattori concomitanti, dal rallentamento dell’economia all’eredità di sovrapproduzioni e bolle degli anni passati, provochi la tempesta perfetta sul settore delle costruzioni.
Nel bilancio dello Stato sono stati stanziati 150 miliardi in 15 anni per gli investimenti pubblici, già scontati nel deficit e tra questi almeno 118 sono immediatamente attivabili, ma procedure complesse e capacità progettuale insufficiente ne complicano l’utilizzo, tanto da rendere biblici i tempi di realizzazione delle opere.
Prima si diceva che non c’erano le risorse per gli investimenti pubblici, ma oggi i soldi ci sono e sono pronti per essere messi a disposizione dei territori che hanno disperatamente bisogno di manutenzione delle opere, di messa in sicurezza dal rischio sismico e idrogeologico, di opere di edilizia scolastica e messa in sicurezza della rete stradale, ponti e viadotti.
Per questo è necessaria una mobilitazione di massa e occorre aprire un tavolo per il settore delle costruzioni che coinvolga tutti i rappresentati delle istituzioni, di categoria, associazioni datoriali e sindacati per rilanciare il settore e il Paese.
Centinaia di assemblee si stanno svolgendo in queste settimane in tutta la Toscana, nei luoghi di lavoro, nei presidi, per far conoscere le ragioni della mobilitazione nazionale. Venerdì prossimo 15 marzo i lavoratori del settore delle costruzioni (edilizia, cemento, legno, laterizi, lapidei) scenderanno in piazza del Popolo a Roma per lo sciopero generale del settore.
 
Simona Riccio, segretario generale Filca Cisl Toscana