Bassnet in liquidazione: preoccupazione dei sindacati

L'azienda fa parte del gruppo Bassilichi, controllato da Nexi

SIENA. Bassnet: la messa in liquidazione e le notizie sulla possibile vendita agitano i sindacati, che non staranno di certo a guardare.

È già da tempo che le tensioni aleggiano su Bassnet, azienda del settore della monetica e del credito.

In un’assemblea congiunta di qualche settimana fa, il Sindacato aveva stabilito di coinvolgere le Segreterie Nazionali per inoltrare una richiesta di confronto ai vertici della proprietà (Gruppo Nexi), detentrice del pacchetto di controllo del Gruppo Bassilichi, in cui è posizionata anche Bassnet. Benché Bassilichi sia già formalmente parte integrante del Gruppo Nexi, il destino di Bassnet appare ancora quantomai incerto. La collocazione all’interno del gruppo Nexi, infatti, risulta indecifrabile ed al Sindacato non sono mai giunte informazioni adeguate, nonostante gli assillanti appelli.

Da tempo immemore sia Bassilichi, sia Bassnet lavorano sulla stessa commessa (Nexi Payments, già Cartasi), con rilevanti sovrapposizioni organizzative tra le due realtà (si parla di scambi turno tra i lavoratori delle due aziende; piani ferie dei lavoratori di Bassnet approvati dagli HR Bassilichi, direttive impartite da Bassilichi ai lavoratori di Bassnet, ecc). Si consideri, poi, la presenza di peculiari figure organizzative ad hoc, denominate “focal point” predisposte da Bassilichi, che fungono da veri e propri responsabili di servizio coordinanti le attività dei lavoratori di Bassnet e ai quali si rivolge il personale di quest’ultima per qualsivoglia delucidazione sui casi gestiti; nonché per l’erogazione di corsi di formazione e aggiornamento a favore dei lavoratori di Bassnet.

Benché sia del tutto evidente la coincidenza produttiva e organizzativa delle due realtà, non si comprende la ragione per cui vengano applicate due diverse regolamentazioni, normative e retributive. Risulta, infatti, che a taluni dipendenti (quelli di Bassilichi) si applichi una decurtazione retributiva – rispetto allo standard CCNL – del 15% mentre ad altri dipendenti (quelli di Bassnet) del  20%. Purtroppo la vexata questio non investe più le sole iniquità salariali, ma il destino dei lavoratori ed il loro futuro. Di ciò il Sindacato è perfettamente consapevole e determinato a salvaguardare i lavoratori, facendo uscire allo scoperto una controparte purtroppo caratterizzata da un’ostinata indifferenza.

I sindacati Fabi, Fisac-Cgil, First-Cisl, Uilca e Unisin, oltre a chiedere stabilità lavorativa e l’inclusione dei lavoratori di Bassnet nel Gruppo Nexi, si faranno parte diligente affinché si applichi senza “se e senza ma” l’area contrattuale del credito.

Nessuna iniziativa resta esclusa e le istanze del Sindacato sono tese soprattutto a conoscere e possibilmente incidere sulle volontà imprenditoriali al fine di dare risposte certe alle lavoratrici e ai lavoratori di Bassnet, visto il colpevole ed irresponsabile silenzio sulla vicenda.