Bassilichi: quello che i lavoratori non sapevano

Dall'assemblea del 9 febbraio sono emerse delle novità

SIENA. L’ingresso di Nexi aveva creato aspettative rosee nei sindacati e tra i lavoratori della Bassilichi, ma l’attuale situazione con i mancati rinnovi di due importanti commesse apre uno scenario diverso.

Intanto i lavoratori sono venuti a sapere che l’amministratore delegato Onorati, presentato come uomo di fiducia della nuova proprietà, è in realtà un consulente esterno (tanto è vero che la sua email non è né @bassilichi.it né @nexi) ed il timore che ha avuto l’assemblea è che fosse il classico tagliatore di teste. la riprova sarebbe che lui stesso ha annunciato più volte di essere in questa posizione “a tempo”.
E’ evidente dal silenzio mantenuto anche a fronte delle nuove situazioni interne che la nuova proprietà non ha abitudine al confronto con i sindacati. pare che lo stesso atteggiamento venga tenuto con i sindacati del credito delle altre aziende del gruppo, che fanno la loro attività ma con risultati tutti da chiarire
Nel corso dell’incontro con i lavoratori è apparso altrettanto chiaro che il sindacato punta ad un approccio “incrementale” alla problematica, mentre a Siena l’assemblea si è chiaramente espressa per un confronto più diretto con la proprietà e con tempi più stretti.

Su questo il confronto dipendenti-sindacato è stato molto acceso, assai più di quanto sia fatto trapelare. I sindacati continuano a presentare una idea di approccio incrementale ma in realtà la decisione è stata di chiedere un appuntamento già nella prossima settimana alla proprietà, quindi non solo con presidente (Bassilichi) ed amministratore delegato (Onorati).
Venerdì prossimo (15 febbraio)di mattina si terrà una nuova assemblea in cui i laoratori cercheranno di valutare le prossime iniziative. Il sindacato ipotizzava una mezza giornata di sciopero, mentre la base vorrebbe invece da subito una giornata intera. Un’altra grossa distanza fra il sindacato e la base riguarda l’azione del blocco degli straordinari: questo può andare bene negli altri stabilimenti produttivi (pare che Firenze abbia accettato questa formula), in cui ancora si praticano, mentre nei due impianti di siena oramai lo straordinario è molto raro ed è stato visto come una misura inadeguata a fare pressioni sulla proprietà.