Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Per le offerte telefoniche, mutande blindate

Come difendersi dalle note in corpo 2?

SIENA. Non ricordo perché mi ha chiamato, una mattina di un mese fa. Ricordo bene, però, che la proposta arrivava proprio come il cacio sui miei maccheroni. Una proposta che solo uno stupido poteva rifiutare.

Come tutti quelli che vivono in una casa molto vecchia, con muri spessi un metro, in un centro storico che già di suo è mal “coperto”, usare il mio cellulare per chiamare qualcuno è praticamente impossibile. E se riesco benissimo a farne a meno per la vita privata – rimandando ad un altro momento la chiamata a un conoscente o a un’amica – non mi riesce altrettanto bene se si tratta di qualcosa di più impegnativo, come lavoro o urgenze varie. E si sa che oggi quasi tutti siamo più reperibili tramite telefono cellulare che a un telefono fisso. Lo sappiamo tutti noi e lo sa – pare – anche la Telecom.

Così quando l’operatrice ha chiamato con voce flautata per propormi l’irrinunciabile offerta cosiddetta “superchiamamobile”, io ho dimenticato di essere residente in Italia – paese sceso di brutto nelle varie classifiche che hanno a che fare con la correttezza dei rapporti, la trasparenza e la verità delle cose – e ho abbassato la guardia (non si è mai sufficientemente allenati), valutando con soddisfazione, che dico!, quasi con gratitudine, la proposta di aggiungere dieci euro all’importo bimestrale del mio canone Telecom, in cambio della possibilità di effettuare “telefonate verso tutti i cellulari nazionali INCLUSE E ILLIMITATE (sì, scritto proprio così a caratteri evidenziati)”.

E dopo aver accettato la proposta della Telecom (al telefono), finalmente ho potuto chiamare liberamente tutti i cellulari nazionali, senza più uscire di casa dopo essermi infilata il cappotto (sono vecchia e mi devo riguardare), aver fatto qualche passo – talvolta sotto una pioggia scrosciante, o addirittura nella neve – aver finalmente imbroccato rabbrividendo l’angolo in cui c’è più campo per il cellulare, e senza più mettere a repentaglio la riservatezza di quanto dico a chi sto chiamando.

Ah che salto di qualità, e che bel teporino mi sono goduta per tutto questo mese, chiamando direttamente e illimitatamente su “tutti” i cellulari nazionali!

Ma anche le favole hanno una fine, e anche il tepore casalingo goduto in questo mese me lo devo scordare … sì, perché oggi è arrivato il contratto Telecom, che mi festeggia dandomi il “benvenuto nel mondo Telecom Italia”, che mi comunica di aver attivato l’Offerta (con “O” maiuscola) SUPERCHIAMAMOBILE.

E poi mi esorta: “Legga e conservi” e giù a scrivere che se le cose non corrispondono a quanto “da Lei richiesto” (ma io non ho richiesto, ho pensato, siete voi che avete offerto), potrò chiede la disattivazione entro la scadenza del secondo conto Telecom Italia, inviando un fax eccetera…

Mi è parso tutto in ordine – dopo avere letto integralmente le due facciate del messaggio – e mi accingevo appunto a archiviare il milionesimo foglio di carta, perché non si sa mai, quando mi è parso di vedere un moscerino sul foglio, un bruscolettino microscopico che si era posato proprio dopo l’aggettivo ‘nazionali’.  Io – poverina – oltre a essere miope da quasi sempre, sono stata anche operata a un occhio e anche se, dopo l’operazione, questi è diventato praticamente bionico, ho preso da allora la precauzione di osservare con molta attenzione tutto ciò che mi capita …sott’occhio.

E ho fatto bene, anzi benissimo, perché il bruscolino non era un granello microscopico di chissaché, e nemmeno un fastidioso moscerino, era – pensate un po’ – un numero 1, ma così piccino, così microbico, che senza la mia supervista bionica non l’avrei mai visto.

Ah quale triste fine, però, il micro-uno riservava alla mia fiaba: esso era il rimando a una clausoletta scritta (avete indovinato minuscolissima!), in cui mi veniva svelato l’arcano, lo spiacevole arcano, per cui i cellulari non sono proprio tutti (eh chissà che cosa pretendo!), sono alcuni; inoltre il traffico giornaliero non è illimitato (come scritto a caratteri, invece, cubitali), eccetera… il tutto seguito da alcune righe molto meno cordiali del testo iniziale (quello col benvenuto eccetera), in cui infine si dichiara che cosa “si riserva” di mettere in atto la spettabile Telecom, eccetera.

Sarà, ma intanto chi ha avuto ha avuto (la Telecom) e chi ha dato ha dato (la babbea sottoscritta), quindi, d’ora in poi, prima di dire sì a qualsiasi offerta Telecom, mi faccio blindare l’intimo, sperando che basti. 

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