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Le scatole cinesi, le scatole piene

Troppo difficile fare finalmente i conti con evasione e corruzione?

di Silvana Biasutti

SIENA.  Ti vengono in mente un bel po’ di considerazioni leggendo di come “lo strillone” Matteo Renzi intenda far quadrare i conti, dopo gli annunci fatti durante la sua televendita magica.

Nemmeno l’idea che il 777 della Malaysian sia stato dirottato da una specie di Spectre (per farne che?) riesce a distrarre il pensiero dall’ennesima ipocrisia di Stato che i sudditi italiani si apprestano a subire.

Dopo anni di buoni propositi – Monti e Letta docent – per liberare l’Italia dalle ingiustizie che le impediscono ogni sviluppo e cioè da mafie, corruzione, evasione fiscale, il giovane premier prodige e la sua squadra si accingono ad attingere alle pensioni. Tranquilli: non si tratta dei vitalizi della politica, neppure delle stravaganti ‘pensioni’ erogate dopo pochissimi anni di lavoro (pensioni baby), o delle macroscopiche pensioni i cui importi mensili fanno saltare sulla sedia chiunque abbia versato per trenta o quarant’anni il 33% di quello che ha guadagnato lavorando a enti previdenziali (pagandoci pure le tasse).

No, questo premier nuovo di zecca che ai pubblicitari di lungo corso ricorda un po’ la paleo pubblicità e le televendite, pensa di mettere le mani proprio sulla parte più consistente di quei versamenti: cioè di quello che ha permesso, fino a oggi, a un bel pezzo d’Italia di tirare avanti dignitosamente, stringendo un po’ la cinghia, ma ancora sopravvivendo e salvando le apparenze di quello che era il corpus della classe media fino all’altro ieri. Sì, perché le pensioni medie (da 3000 euro lorde al mese in su), quasi sempre sostengono, non solo i titolari che hanno lavorato e versato per decenni (e ora devono avere indietro quello che è uno stipendio differito, già tassato all’origine una prima volta e accantonato per la vecchiaia), ma anche giovani di tutte le età (figli e spesso nipoti del pensionato) a cui la situazione italiana, gravata dai mali endemici – mafie, corruzione, evasione fiscale – non è in grado di prospettare un futuro.

Ogni giorno apprendiamo dai giornali di inchieste e arresti; politici di tutti i colori, banchieri idem, bancari sotto traccia, manager dello sport, dame del palazzo, pezzi di partito; tutti inquisiti o arrestati, o ‘avvisati’, o sospettati: e i bravi giornalisti che diligentemente raccontano di miliardi malamente spesi, di partite di cocaina di certo non destinata ai suddetti pensionati medi, di case all’estero (Londra, Parigi e persino Praga) acquistate da gente che prima di militare qua e là non aveva il becco di un quattrino, di uomini e donne del mondo della finanza che risiedono sei mesi e un giorno all’estero per eludere il fisco italiano, di auto favolose, di scatole cosiddette cinesi, ma maledettamente italiane create per depistare e complicare eventuali indagini e accertamenti, di buonuscite milionarie per cui Stato, aziende, banche e istituzioni misteriosamente trovano i fondi, dopo aver subito devastanti danni proprio dagli stessi ‘buonusciti’ …

Questo ed altro ancora lo apprendiamo leggendo e ascoltando. Inoltre ci sono anche i famosi “sei gradi separazione” per cui ognuno di noi comuni mortali del ceto medio, mediamente colti e informati, conosce qualcun altro che a Natale era a Parigi con la famiglia (uno degli sciali della middle class italica) e che proprio lì ha visto il tale (che ci si sarebbe aspettato in galera) magari al volante di una Ferrari, forse per una promozione del made in Italy?, viene da chiedersi …

Oppure un altro conosce quell’altro che apparentemente è residente a Milano o a Roma, o in un’altra bella città italiana, ma che invece in Italia vive, ma conta con attenzione i timbri sul passaporto perché le tasse le paga a Londra, o a Lugano, o a Mallorca e deve risultare all’estero per un congruo numero di giorni ogni anno…

O ancora quelli che a loro insaputa … ma ce n’è, ce ne sarebbero molte di situazioni “anomale” da osservare!

L’insieme di queste notizie, la rete che consente di scambiarsele e di metterle in relazione, l’aumento esponenziale della quantità e della diversificazione delle informazioni e quel po’ di globalizzazione che dà accesso oggi a situazioni un tempo ignorate, sta creando nuove consapevolezze.

Per esempio: la cosiddetta pensione media o medio-alta, se si sposta la propria residenza all’estero verrà tassata nel paese in cui si va a risiedere – esattamente come accade per le rendite dei plutocrati – e in quasi tutti i paesi europei sarà tassata molto meno con notevoli risparmi? Dunque i pensionati nel loro piccolo potrebbero accordarsi per un esodo di massa, una vera e propria diaspora della classe media, verso per esempio le Canarie!

Chissà che non prendano corpo movimenti di questa fatta come reazione a minacce di taglieggiamenti ulteriori dei propri risparmi; una reazione alternativa a possibili movimenti di piazza attivati da cittadini esasperati. Utopie?

Luca Ricolfi, su La Stampa, scrive che Renzi deve rischiare l’impopolarità, per vincere la sfida col Paese immobile; ma ancora una volta si citano le false pensioni di invalidità da eliminare, per risparmiare (già solo con quelle) ben dieci miliardi di euro all’anno: ma da quanti anni se ne parla e non si è ancora provveduto? … e questo farebbe rischiare l’impopolarità al buon Renzi!? No di certo, sarebbe santo subito. E poi, da ripetere fino alla nausea, c’è l’evasione fiscale: gli evasori (non quelli dell’omesso scontrino, faticosissimi da perseguire), quelli delle macro evasioni, stracitate sui giornali, che ogni volta fanno scandalo e poi finiscono nell’inghiottitoio delle dimenticanze … Poi ci sono quelli che inopinatamente risiedono all’estero – per il fisco – ma vivono alla grande in Italia; quelli che hanno malversato, sottratto ricchezza alla comunità, lavorato così male da far andare a rotoli imprese, banche, istituzioni e poi vengono ricompensati con l’impunità. Renzi rischierebbe che gli si facesse un monumento – pure equestre – a vita se costringesse tutti costoro a restituire, a risarcire, a ripristinare, a risanare ciò che hanno guastato. Diverrebbe il nostro uomo idolo.

Inoltre sarebbe urgente mettere in piedi una seria analisi organizzativa di tutti i comparti della pubblica amministrazione, per razionalizzare, creare i presupposti di una gestione più efficiente ed economica, perché non si può pensare di tagliare, senza migliorare i funzionamenti. Non si può infine dimenticare che la società è fatta di uomini e donne in carne e ossa; punire quelli che hanno risparmiato e pagato le tasse per tutta la vita, anziché quelli che hanno commesso sbagli, azioni delittuose e si sono arricchiti illecitamente alle spalle di tutti i cittadini, sarebbe imperdonabile e non sarebbe perdonato.

 

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