SIENA. Ogni scusa è buona per apparire, verrebbe da dire.
E parlare del Palio di Siena è proprio un bel mezzo attraverso il quale mettersi in mostra. In buona o cattiva luce poco importa, tanto la memoria della gente è ben corta. L'importante è che qualcuno riferisca quanto detto, magari anche facendolo comparire su un qualche mezzo di informazione, meglio se in televisione.
Pensavamo di dover contrastare l'ennesima azione degli animalisti e invece, quest'anno, l'argomento è il drappellone di Alì Hassoun. Un'opera che ha fatto scatenare "menti eccelse" pronte a sguainare le spade, come gli antichi crociati contro gli infedeli.
E proprio ad una crociata di quelle fatte in casa - facili facili e senza troppa fatica, di quelle popolari - si potrebbe parlare, se non fosse che il fine non è neppure vagamente ammantato di quella nobiltà eroica che faceva muovere i cavalieri nel mitico anno 1000.
Si parla di "non benedire il Panno" di non farlo entrare in Chiesa... si parla di immagini blasfeme e si spreca inchiostro con frasi che sembrano tratte da poemi cavallereschi di bassa qualità persino nel tempo in cui vennero scritti.
Viene effettivamente da dubitare sulla data che pure, a chiare lettere, compare sul calendario.
E se la crociata si limita a mettersi le magliette disegnate in piazza vien pure da farsi una risata e tanto basta. Ma, addirittura, chiamare la Chiesa a farsi promotrice di battaglie contro gli infedeli, questo è ben oltre il ridicolo se non fosse che un tremore al cuore si lascia sentire sempre più insistente, come l’eco di lontani discorsi fatti dalle piazze d’Europa circa una settantina di anni fa. E ancora secoli addietro, sempre da palchi e balconi di grandi e bei palazzi di potere.
In cosa, dunque, l'offesa fatta alla Chiesa e all'immagine Sacra della Madonna? La corona con la Mezza Luna, la Croce e la stella di Davide? La kefiah sulla testa del guerriero che qualcuno ha tradotto in San Giorgio, nel rispetto delle sue origini turche? La Sura che parla di Maria scritta in arabo? Tutto qui, o c’è altro che disturba il naso sopraffino di questi nuovi guerrieri della fede?
Questi guerrieri che in nulla o poco si distinguono dai tanto vituperati estremisti islamici che fanno proseliti tra i più poveri ed i più disperati della terra ma che sono ben lungi dalla colta e aperta nuova generazione di musulmani che vive nel mondo.
Dov'è la blasfemia? Nella rappresentazione simbolica delle tre grandi religioni monoteiste? Quelle tre religioni che traggono tutte ispirazione da un dio creatore? Un dio che prende nomi diversi ma che nella sua essenza è sempre lo stesso. E non potrebbe essere altrimenti.
Dunque in cosa si vede l’offesa? Nell’aver fuso un’immagine sacra al Cristianesimo ad un concetto alto di unità dell’umanità in un creatore, indipendentemente dal libro sacro che si osserva, dal culto in cui ci si riconosce? E di questo, forse, la Madre di Cristo dovrebbe dispiacersi? O forse trova ragione di dispiacere nell’assistere a nuove ragioni di intolleranza, di odio tra gli uomini, tutti, nessuno escluso, figli dello stesso Dio?
Si arriva addirittura a paragonare altri uomini “a locuste”, a tenere lontano l’altro in difesa di una identità e di una tradizione “superiore” solo perché nostra.Argomenti che richiamano teorie di hitleriana memoria che, oltre ad essere datati e per nulla moderni, hanno già mostrato la radice dalla quale hanno preso vita. E credo proprio che Maria, madre di Cristo, non ne sia stata affatto felice. Insieme a milioni di uomini, donne e bambini, indipendentemente dal loro credo religioso.Riconoscendomi nella tradizione cristiana ho sempre pensato che il vero e unico insegnamento di Cristo – quello che distingue la mia fede da tutte le altre, anche se questa affermazione potrà essere confutata da chi ne sa meglio e di più – è la legge dell’amore e della compassione. Dell’unità degli uomini e della evangelizzazione attraverso l’esempio e non attraverso le armi. E neppure attraverso le guerre di pensiero e di cultura.Non temo chi la pensa diversamente da me. Non mi sento colonizzata da chi ha una religione diversa dalla mia. Come tutti coloro che con convinzione e consapevolezza fanno delle scelte, non c’è ripensamento per “osmosi”. Se fosse così, dopo millenni di evoluzioni dovremmo tutti parlare la stessa lingua e dovremmo tutti credere nelle stesse identiche cose. E così non è, evidentemente.Credo che parlare lingue diverse a volte possa servire per esprimere concetti più complessi. Solo per il fatto di avere più parole da poter usare.
Non credo che il Creatore si offenda nell’udire una preghiera in arabo o in ebraico o in italiano. Ed il fatto che Maria sia presente anche nel Corano non può che dimostrare la sua grandezza. Lei, unica donna capace di superare gli ostacoli delle religioni diverse ed apparire degna di un canto in più fedi del mondo.Dov’è, dunque, questa offesa?Non c’è, semplicemente non esiste. Questo palio, bello graficamente e composto nel rispetto della tradizione, ha fatto scandalo anche prima di essere visto. Perché preso a pretesto da presunti difensori della fede e della cultura europea per aggredire, dividere, rendere vano ogni tentativo di cercare nuovi equilibri in una società sempre più multietnica – forse mai come lo è già stata in passato – per cavalcare un populismo da fuffa, buono per i discorsi da bar.Bene ha fatto il sindaco di Siena, Maurizio Cenni a replicare a quanti, esternamente alla città, hanno voluto dire la loro a sproposito. Il palio di Siena appartiene a Siena. Ad una città e non certo ad una fede o ad una cultura che deve essere difesa. Da chi, poi, non è ben chiaro.
Quel panno che viene così bramato dai contradaioli potrebbe essere bello o brutto – come è stato in passato – può essere giudicato per il suo valore artistico ma certo non può e non deve diventare il baluardo per nuove inutili guerre bensì continuare ad essere l’ambitissimo premio in una contesa che si consuma da secoli e che è fatta per gioire.
Se mai questo palio avesse avuto una pretesa, forse sarebbe stata quella di invitare al contatto e alla vicinanza tra popoli e religioni.
Altro che scatenare reazioni al vetriolo che ambivano persino ad avere la benedizione delle alte gerarchie del Vaticano. (Proprio quando il Vaticano è impegnato a creare punti di incontro con le altre religioni!)
Ma poi, siamo proprio sicuri che di fronte a tutte le ingiustizie sociali, corruzioni, degradi morali, abusi, prevaricazioni, azioni di ferocia inaudita, offese reiterate all’umanità e all’ambiente fatte in ogni parte del mondo, civilissima Europa compresa di diritto e di abbondanza… avanzi tempo ai “paladini della fede” per fare gli spietati giudici di un “cencio”?

