22 maggio 2009, 15:42
di Alessandra Siotto
SOVICILLE. Sorgono dubbi sul corretto funzionamento degli impianti di depurazione delle acque reflue di Rosia e Ponte alla Serpenna, che si trovano in prossimità dell'acquifero del Luco, uno dei più importanti serbatoi naturali di acqua della Toscana meridionale, sito nel territorio compreso tra la Montagnola Senese, Pian del Lago e l’abitato di Monteriggioni.
Alcuni abitanti del Comune di Sovicille da tempo lamentano cattivo odore proveniente dai depuratori e la presenza di acqua sporca in uscita dagli impianti, in particolare notando liquidi scuri fuoriusciti dalla struttura di Rosia.
Il gruppo consiliare di Rifondazione Comunista di Sovicille il 6 marzo scorso ha inviato una lettera al sindaco di Sovicille, al direttore dell'ARPAT, al dirigente del settore ambiente della Provincia di Siena e  al direttore di Acquedotto del Fiora, per ricevere informazioni riguardo al “malfunzionamento dell'impianto di Rosia”. Al documento, inviato per conoscenza anche alla Procura della Repubblica, hanno risposto Acquedotto del Fiora, gestore dell'impianto,  il 25 marzo ed Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) il 28 aprile, confermando in parte le preoccupazioni dei cittadini e le criticità degli impianti.
Secondo il Fiora i liquidi 'anomali' notati dai cittadini nel canale di scolo dell'impianto non sarebbero liquami non depurati, bensì “fanghi di depurazione” probabilmente fuoriusciti a causa “dell'aumento di portata” legato alle “abbondanti piogge verificatesi negli ultimi mesi”. La Direzione Operazioni di Acquedotto del Fiora SpA ha informato il 25 marzo di aver recentemente acquistato “un sistema di flottazione per dotare l'impianto di un trattamento volto all'eliminazione di oli e grassi presenti in quantità anomala nel refluo affluente l'impianto”. L'Acquedotto nella sua risposta aggiunge che ”le ridotte dimensioni del canale di bonifica, caratterizzato da accumuli di terra e arbusti depositati sul letto in cui il depuratore recapita lo scarico, favorisce l'accumulo sul fondo degli eventuali fanghi di depurazione che fuoriescono nelle situazioni eccezionali”. Il Fiora nella stessa lettera informa che “a tal proposito è stato programmato un intervento di pulizia straordinaria del fossato nei prossimi giorni a nostro carico”. “La manutenzione periodica del canale – precisava il Fiora -  è un'operazione spettante all'ente di bonifica”.
Non sappiamo se ad oggi (22 maggio) la pulizia straordinaria del canale di scarico e la messa in esercizio del nuovo sistema di flottazione per l'eliminazione di oli e grassi siano stati fatti, ma andando ad osservare la situazione in cui versa il canale attualmente (21 maggio) si potrebbe facilmente intuire di no. Infatti, tra le ortiche ed i rovi, nel canale si possono vedere tuttora liquidi scuri sedimentati.
Nella lettera del 25 marzo di Acquedotto del Fiora si precisa che “negli ultimi mesi non risultano guasti tali da compromettere il funzionamento dell'impianto di depurazione” e dal “risultato analitico del campionamento sulle 24 ore eseguito in parallelo con ARPAT il 24 febbraio 2009 risulta la conformità dello scarico ai limiti di legge”. Mentre nella risposta inviata il 28 aprile dal Dipartimento provinciale senese dell'Arpat si legge che nei “controlli effettuati in data 23 febbraio e 5 marzo 2009 si sono verificate irregolarità nella gestione dell'impianto di depurazione”.  “Questo Dipartimento - afferma l'Arpat nella sua risposta -  è a conoscenza della insoddisfacente funzionalità dell'impianto di depurazione, infatti come evidenziato dai numerosi sopralluoghi effettuati e dai guasti segnalati durante gli anni, si è constatato che la situazione strutturale e gestionale del sistema di trattamento è assolutamente inadeguata e sarebbero necessari lavori di ripristino, adeguamento e potenziamento dell'intero sistema. Nel 2008 sono stati presi provvedimenti per migliorare l'effluente finale (...) nonostante ciò gli accertamenti analitici effettuati dal Dipartimento e gli autocontrolli eseguiti dall'Ente Gestore confermano la precarietà della situazione, infatti l'impianto non è in grado di garantire il rispetto dei limiti previsti dalla Tab 1 dell'All 5 del D.Lgs 152/06 per scarichi in acque superficiali”.
Il Dipartimento provinciale senese dell'Arpat, relativamente agli altri depuratori del Comune di Sovicille, ha risposto il 28 aprile che “non si sono rilevate irregolarità” per Stigliano, Ancaiano, ma per l'impianto di Ponte alla Serpenna “durante gli anni la situazione strutturale e gestionale è diventata sempre più precaria in quanto i lavori di ripristino e adeguamento da tempo auspicati non sono ancora stati programmati né attuati”. “Gli accertamenti analitici effettuati dal Dipartimento – prosegue l'Arpat - e gli autocontrolli eseguiti dall'Ente Gestore a causa di questa situazione dovuta a inadeguatezza e fatiscenza della struttura, hanno dimostrato che l'impianto non sempre è in grado di garantire il rispetto dei limiti previsti dalla Tab 1 dell'All 5 del D.Lgs 152/06”.
Recandocii (21 maggio) al depuratore di Ponte alla Serpenna abbiamo visto melma verde e marrone nel canale di scolo dell'impianto, insieme a schiuma e detriti scuri sul fondo. Inoltre, sulla scarpata del refluo abbiamo individuato numerosi bastoncini utilizzati per pulire le orecchie, profilattici, lamette e gabbiette di plastica dei deodoranti per il water, tutti rifiuti che farebbero pensare a oggetti caduti, o gettati, negli scarichi del wc. Ancora sulla scarpata, oltre al tubo regolamentare che scola l'acqua dell'impianto, c'è un punto in cui si vede sgorgare dell'acqua che confluisce nel canale senza essere intubata, ma non si riesce a capire se provenga dal depuratore o meno.
Il 30 aprile scorso il sindaco di Siena ha emesso un'ordinanza che vietava l'uso di acqua potabile a scopo cautelativo e l'emergenza è rientrata il 2 maggio. In una lettera di chiarimento sull'accaduto, scritta il 4 maggio, il sindaco Cenni afferma che "la comunicazione della Ausl 7 in merito alla presenza di enterococchi in un campione prelevato in uscita dal serbatoio di Vico Alto è giunta, via telefax, in Comune alle ore 12,01 di giovedì (30 aprile)". "Il prelievo – aggiunge il sindaco - si riferiva al 28 aprile perché la coltura batterica che serve per l'analisi del campione deve durare dalle 40 alle 48 ore". Gli enterococchi sono microrganismi indicatori di contaminazioni di origine fecale che possono esssre presenti nell'acqua a causa di fenomeni di cross-connection o di infiltrazioni dall’esterno; il Decreto Legislativo n. 31 del 2001 ha segnalato gli enterococchi come indicatori di contaminazione fecale nelle acque ad uso umano. L'approvvigionamento idrico della città di Siena dipende dalla sorgente del Vivo e dall'acquifero del Luco. E' possibile che la presenza di enterococchi nell'acqua del serbatoio di Vico Alto sia legata al malfunzionamento dei depuratori di Rosia e Ponte alla Serpenna, che si trovano proprio in prossimità dell'acquifero del Luco?
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