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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

La Cinta Senese in cattedra all’Università di Siena

Durante l'incontro coordinato dal professor Massimo Nepi gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con i rappresentanti di enti ed aziende del mondo agricolo

SIENA. La cinta senese, antica razza suina e vera eccellenza dell’agroalimentare italiano, sale in cattedra all’ateneo senese. L’occasione è stata la tavola rotonda organizzata presso il Santa Chiara Lab nell’ambito dell’innovativo corso di laurea in Agribusiness istituito due anni fa dall’Università di Siena. Il corso ha interessanti sbocchi professionali rivolti alla produzione agraria, alla gestione ecosostenibile dell’agro-ecosistema, alla valorizzazione della qualità delle produzioni e alla conduzione delle imprese agricole.
Durante l’incontro coordinato dal professor Massimo Nepi gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con i rappresentanti di enti ed aziende del mondo agricolo per capire  le possibilità di inserimento, anche a livello di tirocinio, nel comparto.
Daniele Baruffaldi, presidente del Consorzio di Tutela Cinta Senese, ha illustrato le caratteristiche di questa razza, salvata dall’estinzione e che vanta la denominazione di origine protetta, e le opportunità che si aprono per chi volesse avviarne l’allevamento: una domanda del prodotto ben al di sopra dell’attuale offerta, la possibilità di sfruttare terreni marginali anche in aziende già avviate, la sostenibilità ambientale, la sfida di partecipare alla valorizzazione del patrimonio agroalimentare toscano e di contribuire a garantire la biodiversità del patrimonio zootecnico della nostra regione.

Erano presenti inoltre: Claudia Laricchia – Future Food Institute, Jacopo Goracci – Azienda agricola Paganico, Fabiola Giannerini- Caseificio Sociale Manciano,  Lorenzo Venturini – presidente dell’Ordine dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati delle provincie di Siena, Arezzo e Firenze, Lorenzo Regoli – Fattoria Castello di Volpaia, Stefano Campatelli – Consorzio Vernaccia di San Gimignano. Tutti hanno evidenziato le enormi potenzialità occupazionali che l’agricoltura di qualità offre ai giovani che si affacciano sul mondo del lavoro, specie con le competenze professionali che il corso permette loro di acquisire.