Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

La prevalenza del cretino

di Raffaella Zelia Ruscitto

SIENA. L’Italia è in lutto. Un terremoto devastante, macerie, vittime, sconforto, quel senso di smarrimento che sfuma davanti alla disperazione di chi ha perso tutto: legami affettivi, una casa, le piccole cose quotidiane, le poche certezze che questa vita ci offre e che troppo spesso dimentichiamo di onorare…

In tutto questo miscuglio di tensione e di voglia di andare comunque avanti e di vivere – magari anche con più consapevolezza – la nostra vita, stupisce che una notizia insignificante prenda la mano al punto da diventare oggetto di osservazione dell’Ordine dei Medici e, pure, di consiglieri regionali…. e, perché no… chiamiamo anche il Presidente della Repubblica e il Papa, hai visto mai hanno voglia di condannare anche loro!

Il fatto lo conoscono tutti: un giovane medico (calabrese, come se questo fosse già di per sé una colpa!) si è permesso, subito dopo il terremoto di postare su fb una frase decisamente infelice, diciamo anche disgustosa, per mostrare la sua insofferenza per i canti dei contradaioli della Lupa protrattisi fino a sera tarda e ormai da diverse settimane.  Se la cronologia non mi inganna, la sera in questione era quella a quasi 24 ore dal terremoto che ha distrutto Amatrice. E non è chiaro se, quella frase brutta sia scaturita dall’intolleranza ai canti mentre si faceva la conta dei morti o se derivava dall’intolleranza pura ai festeggiamenti dei contradaioli.

Apriti cielo e spalancati Inferno! I senesi hanno cominciato a postarsi quella frase e, nel giro di pochi minuti il medico è diventato bersaglio delle peggiori offese dove “tornatene a casa tua” è la frase più leggera. Segnalazioni, denunce, querele, esposti in Tribunale, senesi sotto casa dell’indegno per mostrare (spero solo a parole) tutta la loro furia.

A questa sommossa popolare perfino l’Ordine dei Medici si è sentito di dover intervenire (?) per avviare un procedimento contro il “blasfemo”: “Condanno fermamente questo atteggiamento lontano dall’etica della professione. Ho intenzione di andare fino in fondo e perseguire questo comportamento, è nostro dovere ed è gravissimo ciò che è stato scritto”, ha scritto, sempre su FB, il presidente Monaco. (!)

Infine, Stefano Scaramelli, che evidentemente non ha di meglio a cui pensare quale rappresentante di una comunità in crisi, ha inveito contro quel medico reo di aver offeso la sua comunità di riferimento, il suo bacino elettorale.

Lungi da me voler fare una difesa d’ufficio del personaggio che, oltre ad aver decisamente peccato in sensibilità, di rispetto e di tolleranza, ha lasciato chiaramente intendere la sua immaturità ed ingenuità nell’uso dei social. Molti senesi, infatti, sono a volte infastiditi dai festeggiamenti delle contrade nel cui territorio si trovano a vivere ma, per quello spirito di sopportazione che è tipico di una comunità che condivide sentimenti e tradizioni comuni, sa tacere. In attesa di essere protagonista dei prossimi festeggiamenti…

Quello che mi preme sottolineare, invece, forse facendomi ulteriori nemici oltre quelli naturali che ho già all’indice, è la spropositata reazione dei senesi e, peggio ancora, di chi li rappresenta a livello istituzionale. Il linciaggio mediatico partito ai danni di questo incauto medico è stato di una violenza che, a un certo punto ha travalicato quella frase, per quanto orribile, pronunciata telematicamente. La rabbia esplosa, il tam tam mediatico, i commenti razzisti che sono seguiti a questa perdita di senno momentanea (il post è stato pubblicato per pochi minuti) andrebbero presi, uno per uno, e messi, anche loro, alla gogna di una strigliata di ragionevolezza.

Mentre si scavava sotto le macerie nella speranza di salvare anche solo una vita; mentre bambini uscivano dalle rovine delle loro case avvolti in lenzuola bianche, un medico si spazientiva per qualche canto di contrada e i contradaioli reagivano ad una “eruzione verbale” con una violenza sproporzionata. Ma dov’è finita l’ironia toscana? Dov’è finita la satira che, con un’alzata di spalle, stronca sul nascere qualunque polemica? Ma dov’è quel sentimento di tolleranza che pretendiamo dagli altri ma non siamo in grado di offrire alla prima, banale occasione che ci viene offerta?

L’idiosincrasia dei nostri tempi è preoccupante. Ci offendiamo a morte per una frase “stronza” e non ci accorgiamo neppure di quanto ci accade intorno che dovrebbe indignarci fin nel profondo dell’anima. Abbiamo fatto l’abitudine a postare o a vedere, sui social immagini di uomini, donne e bambini in guerra, maciullati dalle bombe, stipati su barconi indecorosi; abbiamo letto le ingiustizie di uomini che si uccidono per debiti verso lo Stato; abbiamo assistito a ruberie e soprusi fatti da medici, ingegneri, architetti, avvocati o da semplici portaborse; abbiamo visto le lacrime degli ultimi; ci hanno fatto ingoiare la fine di una banca, il declino di un’Università, la lenta decadenza di un ospedale di eccellenza; ci hanno tolto (e continuano a farlo) la speranza di un futuro di dignità e di crescita morale e sociale dell’umanità… tutto questo insieme… e non siamo stati in grado di offenderci allo stesso modo e con lo stesso coinvolgimento emotivo scatenato da una frase innocua, per quanto inappropriata.

E i censori istituzionali, dall’Ordine dei medici ai consiglieri regionali… sono sicuri lor signori che non ci siano responsabili (oltre che verbali anche agenti)  di ben altre e ben peggiori malefatte? L’Asl 7 di Siena è sempre in deficit? Quanti medici si sono macchiati di un comportamento tutt’altro che etico? Quanti procedimenti “fino in fondo” sono stati avviati dall’Ordine?

E Scaramelli? Non è che si può sempre fare il politico cavalcando i sentimenti “di pancia” della gente! Troppo facile ma anche troppo strumentale. Dai rappresentanti politici di una comunità ci aspetteremmo tutti la sensatezza e la maturità che, a volte, manca alla piazza (soprattutto a quella mediatica). Si è accorto il nostro consigliere regionale che molti senesi sono scaduti in frasi razziste tutt’altro che degne di essere ripetute? Vogliamo vedere tutti questi che mestiere fanno e chiedere qualche procedura agli Ordini competenti? O ci sono offese che valgono meno di altre? O ci appelliamo al fatto che “si è trattato di una reazione”?  Ma si è accorto il consigliere Scaramelli che ad una frase sciocca non si è dato alcun appello, anzi si è andati giù pesante, al punto da far dipendere, da questa, il destino di un giovane? Lo vogliamo linciare fisicamente e buttarlo dalla rupe Tarpea per una “caxxata” scritta senza pensarci?

“Bisognerebbe spiegare al signore (il medico in questione) una cosa molto semplice: con una mattonella di Siena, per dirla alla Sgarbi, si potrebbe tranquillamente comprare tutta la sua “bella” Calabria, terra di peperoncini e di ndrangheta, di bambini ammazzati e, per molti, di allergia al lavoro, più vicina all’Africa che all’Europa”, scrive il segretario di Toscana Stato – per l’indipendenza della Toscana. Come giudica questa uscita il consigliere Scaramelli che chiede “la testa professionale” del dottore neo laureato? E cosa ne pensano i calabresi che, magari, in queste ore, stanno accogliendo turisti toscani (magari anche senesi) nella loro “bella” terra?

Ma se Scaramelli, Monaco e tutti i senesi indignati in queste ore sono davvero così ligi al rispetto delle persone e delle cose da disprezzare fino al midollo chi anche solo a parole offende una comunità… ci sto anch’io. E alzo il tiro e ci metto dentro chi, pur senza scrivere, ha agito ai danni della stessa comunità. E allora, tanto per cominciare da qualche parte, buttiamoci dentro quelli che, presenti alla riunione politica di cui Scaramelli ha riferito qualche giorno fa, avvenuta nell’estate 2011, hanno segnato la fine della Fondazione Mps. Chi sono? A quale Ordine sono iscritti? Altro che parole scritte sui social: questi individui hanno agito in modo irresponsabile, ai danni di una intera comunità… ma restano nell’ombra. Magari c’è ancora chi gli stringe calorosamente la mano in via Banchi di Sopra e lo invita al Circolo dei Rozzi per una cena… C’è pure chi, avendo partecipato a diverse delle riunioni riferite dallo Scaramelli, adesso è seduto negli scranni del Consiglio Regionale, magari accanto allo stesso…

Vogliamo davvero indignarci? Bene. Allora facciamolo. Facciamolo con chi ci ha depredato del nostro futuro e, ancora oggi, gioca con le nostre vite prendendo decisioni sulle nostre teste. Indigniamoci con chi ci amministra male e sempre peggio, con chi ci prende in giro con belle parole e pessimi fatti. Indigniamoci con chi ci nega la verità e toglie la speranza ai nostri figli e ai figli di uomini e donne che vivono lontano da noi. Indigniamoci contro chi ci mette continuamente gli uni contro gli altri in una guerra che ci rende tutti più animali che esseri umani nella speranza di sviluppare in noi l’odio che divide i popoli e non gli permette di unirsi contro un unico nemico vero… il potente di turno. Indigniamoci contro chi ci vorrebbe tutti maleducati, arroganti, boriosi, superbamente campanilisti al punto da sottolineare e vedere solo ciò che ci distingue e non ciò che ci rende uguali. Salvo poi parlare di “fratelli” quando si tratta di persone morte sotto le macerie di un terremoto.

Quando, sempre sui social, l’esponente della Lega Nord, Francesco Giusti, apostrofò con una frase decisamente inappropriata e sessista, in un commento, Selvaggia Lucarelli, quest’ultima si indispettì non poco… ma poi la cosa finì lì, senza strascichi, che noi sappiamo, sulla vita professionale del dipendente montepaschino Giusti… All’epoca abbiamo ridotto la cosa ad uno sproloquio su Fb che lasciava il tempo che trovava… episodio chiuso con una telefonata “di scuse” da parte dell’esponente leghista… e dimissioni.

Anche il dottore in questione, subito dopo, ha chiesto scusa. Ma, in questo caso, le scuse non sono state accettate….