Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Sinistra Italiana: “Mps: difendere i lavoratori ed una grande banca”

SIENA. Dal gruppo promotori di Sinisstra Italiana Siena riceviamo e pubblichiamo.

“Le  responsabilità di una crisi così grave in una banca che solo 15 anni  fa era una delle più solide e capitalizzate di Europa andranno comprese  anche attraverso le indagini accurate della Magistratura.
Sono  comunque  evidenti  a tutti  le scelte catastrofiche compiute dai manager nominati del Partito storico di maggioranza negli anni,  dall’acquisto della Banca del Salento a quello dell’Antonveneta, dall’ingresso avventuroso nella “finanza creativa” alla distruzione quasi totale del patrimonio della Fondazione, dilapidato nel goffo  tentativo di tappare i buchi..
Gli aiuti statali (Tremonti bond e  Monti bond), i ripetuti  aumenti di capitale poi erosi dalla speculazione, la chiusura di molte filiali ed i sacrifici rilevanti anche in termini salariali dei dipendenti non sono valsi a rimettere in sesto l’azienda, appesantita da una mole enorme di crediti difficilmente esigibili concessi  a grandi operatori economici rimasti per adesso coperti dal segreto bancario e che invece vorremmo tanto conoscere.
La politica del governo sulle banche ha completato il quadro. Nonostante il disastro di circa un anno fa con il bail-in nella Popolare dell’Etruria e nelle altre 3 banche, ancora non risolto, una indifferenza difficilmente comprensibile  da parte del governo Renzi ha lasciato che la speculazione ribassista divorasse in poche settimane più della metà del valore del titolo Mps. Fra le varie manovre opache o tardive del governo  abbiamo assistito anche al   cambiamento – si dice eterodiretto – dei vertici dell’istituto. Gli esiti di una gestione così poco oculata sono quelli che  in questi drammatici giorni stiamo vivendo.
Dunque gravissime responsabilità politiche e dirigenziali, il cui costo viene interamente pagato dalla collettività, in primo luogo dal territorio, dai dipendenti, dai risparmiatori.
L’intervento statale  è probabilmente ormai l’unica strada percorribile in grado di produrre i minori effetti  sociali e finanziari possibili ma  occorre continuare a perseguire con estrema cura  chi ha la responsabilità dell’accaduto ed i destinatari non pubblicamente rivelati degli enormi finanziamenti (decine di  miliardi di euro) non restituiti.
I posti di lavoro vanno salvaguardati ed  i risparmiatori devono essere tutelati, così come l’articolo 47 della Costituzione (recentemente difesa  da un attacco molto pericoloso) prevede”.