Per Siena: ecco la lista. E la sede di San Miniato

Piccini presenterà il programma nei prossimi giorni

di Augusto Mattioli

SIENA. Ecco la lista dei 32 candidati della lista Per Siena di Pier  Luigi Piccini. Un mix giovani ( a partire dal diciannovenne Michele Seazzu, liceale) e più maturi come il generale dei Carabinieri in pensione Rosario Mortillaro da decenni a Siena, presentati in una conferenza stampa tenuta le quartiere di San Miniato in una sede che potrebbe continuare ad essere aperta anche dopo le elezioni di Giugno.

Diciotto le donne quattordici gli uomini. “Abbiamo cercato di mettere insieme – ha sottolineato Piccini – la vera cultura popolare. Il blocco conservatore che si è creato con la complicità del Pd  ha bisogno di essere rotto”.  Piccini, annunciando che il programma della lista sarà presentato la prossima settimana,  ha annunciato l’idea di una card, la Siena pass, con la quale i senesi potranno avere una serie di agevolazioni, addirittura fino ad una trasporto pubblico gratis, settore che deve essere incentivato. Una strada imboccata anche in alcune città europee. Una nuova frontiera nella gestione del traffico pubblico e privato”. Idee quelle di Piccini che hanno un costo che potrebbe essere coperto anche dalle Siena pass acquistate dai turisti e da altre entrate aggiuntive. 

Nella gestione futura della città l’ex sindaco puntualizza che “Siena, pur nel rispetto delle tradizioni non si deve chiudere in se stessa”. Ed ha ancora una volta fatto presente che ci sono investitori internazionali interessati ai progetti della città. “Occorre lavorare nella ricerca di risorse aggiuntive, fare lobbing per avere nuove fonti di finanziamento”. Perché ovviamente la montagna di soldi della  Fondazione non c’è più. Ai nuovi vertici dell’ente Piccini manda a dire che occorre lavorare per accrescere la capitalizzazione, che c’è bisogno di un grande direttore finanziario e che occorre essere molto prudenti riguardo alla distribuzione di utili.

Infine ha fatto presente che “occorre fare recuperare la centralità della città sul piano politico. Noi a  Siena siamo sempre stati autoreferenziali”. In sostanza Siena si è chiusa nella sua torre e ha guardato gli altri dall’alto dei suoi soldi. Che ormai sono un ricordo lontano lontano.