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“Salvataggio Carige: la politica smetta di strumentalizzare il tema del risparmio”

Giorgianni: "Tutto ci saremmo aspettati fuorché un Pd che grida allo scandalo in una materia in cui dovrebbe solo tacere"

Letizia Giorgianni

AREZZO. Da Letizia Giorgianni, presidente dell’Associazione Vittime del Salvabanche, riceviamo e pubblichiamo.

“Da giorni ormai il decreto legge Carige rappresenta tema acceso di bagarre politica. Buffoni! vergogna!… avete fatto come noi,  grida il Pd nel tentativo di riacquistare una verginità in tema di banche. E via le due tifoserie opposte a sbraitare dai social fino alle trasmissioni del mattino, tanto che, il tema del risparmio e del sistema creditizio del paese, torna subito ad essere un cavallo di battaglia formidabile, in quell’eterno clima da campagna elettorale che caratterizza ormai da tempo immemorabile un’Italia messa al chiodo.

Ormai non sembra neppure più interessare il motivo per il quale sia necessario salvare una banca, quanto la più stimolante sfida del più bravo e del più onesto.

Tutto ci saremmo aspettati fuorché un Pd che grida allo scandalo in una materia in cui dovrebbe solo tacere. La Boschi torna in tv a far filippiche, le fa eco Renzi dai social.  Si sono tutti dimenticati la vicenda di Banca Etruria e le altre tre banche, dove ci fu persino un suicidio, e dove, senza troppi fronzoli, si decise l’azzeramento tombale di azionisti e obbligazionisti delle quattro banche, quando ancora non era neppure entrato in vigore il bail in.

Il fatto che il decreto Carige ricalchi quello fatto per Mps non è in verità un gran sorpresa: con le attuali regole europee il governo Conte non aveva grande scelta se non seguire il percorso già tracciato dai governi precedenti, anche perchè al Mef, ci sono sempre quei tecnici che già in precedenza avevano confezionato i precedenti decreti.

Il paradigma non cambia, purtroppo, fa parte della strategia europea delle risoluzioni bancarie, dove le banche alla fine non vengono affatto salvate, ma svuotate dai clienti e i suoi crediti deteriorati ceduti in fretta e forzatamente ad un tozzo di pane

Forse allora il caso Carige rappresenta l’occasione mancata di un intervento statale che effettivamente cambi il paradigma delle fallaci cure fino ad ora adottate, ovvero scaricare i costi dei fallimenti bancari solo sui risparmiatori e sui cittadini che pagano le tasse.

La strada del salvataggio di Carige è ancora lunga, molti risparmiatori azzerati dai precedenti decreti devono ancora essere rimborsati e soprattutto siamo ancora invischiati in un sistema bancario marcio fino alle fondamenta, che fagociterà ancora risparmiatori, continuando a mortificare  l’economia del nostro Paese.

Come risparmiatori traditi chiediamo a tutti i politici di fare un passo indietro, e di smettere questo osceno spettacolo dei rinfacciamenti, si continua ad ignorar che il tema del risparmio è troppo importante per essere strumentalizzato.

Non bastano i salvataggi in extrema ratio per tirare un sospiro di sollievo. Se non si va davvero a fondo al problema si continuerà a dover fronteggiare salvataggi bancari, aspettando il momento dell’emergenza, come se un dottore dovesse intervenire solo attendendo che il paziente sia arrivato allo stato di moribondo.

Oggi sappiamo con certezza che gli organismi di controllo non funzionano, tanto che lasciano campo per le scorribande a manager e amministratori troppe volte corrotti e inadeguati, e da tempo le banche hanno smesso di fare il loro lavoro.

La domanda vera che ci dobbiamo porre è: se la banca rinuncia a fare il mestiere classico della banca erogando credito, alla fine da quali mostri finanziari verrà sostituita?

E quindi, quando si troverà il coraggio di intervenire per tempo, estirpando prima il marcio ancora annidato nel sistema? Rispondete a queste questioni, invece di accapigliarvi sollevando quell’inutile polverone che distrae, ancora una volta, dai problemi reali.

Questi problemi vanno affrontati. Una nuova Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche deve partire il prima possibile”.